BANGKOK – Simon Carman, l’australiano accusato dell’omicidio della 17enne thailandese Tunchanok Donhomla, ha dichiarato di essere innocente e ha sostenuto di avere agito per legittima difesa durante una colluttazione con la giovane.
Carman, 45 anni, originario di Ballarat, nel Victoria, era stato arrestato a giugno dopo il ritrovamento del corpo della ragazza all’interno di una valigia nera abbandonata accanto a una linea ferroviaria.
L’uomo, che viveva e lavorava a Pattaya, è stato fermato prima che potesse salire su un volo diretto fuori dalla Thailandia.
In un’intervista concessa a ABC dalla Pattaya Remand Prison, Carman ha negato di avere avuto l’intenzione di uccidere Donhomla.
“Mi sento profondamente addolorato. Ovviamente vorrei che non fosse mai accaduto, ma era inevitabile”, ha dichiarato. “Stavo soltanto cercando di impedirle di accoltellarmi.”
Carman è stato incriminato per omicidio volontario, occultamento di cadavere, spostamento o distruzione di un corpo e sequestro di una minore per finalità indecenti.
Ha affermato di essersi dichiarato non colpevole di tutti e quattro i reati e di sperare nella scarcerazione.
Secondo la sua versione, la 17enne lo avrebbe seguito fino a casa e lui non avrebbe saputo che fosse minorenne. Carman sostiene di averle dato 500 baht, circa 21 dollari, ma afferma che la giovane avrebbe successivamente preteso altro denaro e lo avrebbe minacciato con un coltello.
Durante la colluttazione, secondo il suo racconto, Donhomla avrebbe infine perso conoscenza.
La polizia thailandese presenta però una ricostruzione diversa basata sugli accertamenti medico-legali.
Il colonnello Anek Srathongyoo della Pattaya City Police ha riferito che l’autopsia ha riscontrato una lesione cerebrale e indicato il soffocamento come causa della morte. Secondo la polizia, non sarebbero state rilevate altre lesioni.
Gli inquirenti hanno inoltre raccolto il DNA di Carman e lo avrebbero confrontato con materiale biologico rinvenuto sul corpo della giovane.
Srathongyoo ha affermato che gli inquirenti ritengono di avere raccolto tutte le prove necessarie affinché il tribunale possa valutare rapidamente il caso.
Donhomla, figlia unica, era arrivata a Pattaya il 16 giugno dopo avere detto ai genitori di voler trascorrere una vacanza con un’amica.
Un diciannovenne suo conoscente, identificato con il soprannome “Cake”, aveva denunciato la scomparsa dopo averla vista lasciare Jomtien Beach insieme a Carman attorno alle 3.30 del 25 giugno.
La famiglia della giovane ha chiesto la pena capitale per l’imputato, che potrebbe essere condannato a morte qualora venisse riconosciuto colpevole.