CANBERRA – Pauline Hanson è intervenuta per chiarire la politica migratoria di One Nation dopo che il deputato David Farley aveva sostenuto che al tetto di 130mila persone l’anno si sarebbero aggiunti circa 100mila lavoratori appartenenti a categorie escluse dal calcolo principale.
Farley, eletto a Farrer dopo avere stappato alla Coalizione il seggio precedentemente detenuto da Sussan Ley, ospite del programma Insiders di ABC, aveva spiegato che One Nation distingue una “vera NOM”, cioè la Net Overseas Migration, da alcuni programmi destinati a lavoratori ritenuti necessari per l’economia.
Secondo il deputato, il limite di 130mila non comprenderebbe lavoratori del Pacifico, infermieri destinati all’assistenza agli anziani e altre figure professionali richieste. Queste categorie avrebbero rappresentato altri 100mila ingressi, portando il totale effettivo più vicino ai livelli prospettati dal Partito laburista e dalla Coalizione.
“Il numero complessivo non è poi così diverso”, aveva dichiarato Farley, sostenendo che il punto centrale fosse indirizzare i nuovi arrivati verso agricoltura, ingegneria, miniere e altre attività produttive regionali anziché nelle grandi aree metropolitane.
Intervenendo sui social media, Hanson ha successivamente corretto questa interpretazione.
La leader di One Nation ha ribadito che la politica del partito è portare l’immigrazione netta a 130mila persone l’anno, rispetto alle circa 301mila attuali e rispetto all’obiettivo governativo di 225mila indicato per i prossimi anni.
Ha inoltre precisato che i lavoratori agricoli stagionali presenti in Australia per periodi brevi e che non soddisfano il requisito di residenza non vengono conteggiati nella Net Overseas Migration.
Secondo Hanson, la riduzione verrebbe determinata soprattutto da un numero inferiore di studenti internazionali e di familiari al seguito e da un programma più selettivo per l’immigrazione qualificata.
“One Nation punta a meno della metà del livello attuale del Partito laburista”, ha dichiarato, accusando il governo di avere sforato ripetutamente le proprie previsioni e collegando l’elevata immigrazione ai problemi di accessibilità delle abitazioni, congestione e servizi pubblici.
Il ministro Chris Bowen ha contestato l’idea che l’immigrazione netta possa essere ridefinita a piacimento e ha sostenuto che le parole di Farley avvicinassero in realtà One Nation alla politica del governo Albanese.
Anche il portavoce dell’opposizione per l’Immigrazione Jonno Duniam ha chiesto maggiore chiarezza, osservando che le differenze tra le varie categorie hanno conseguenze concrete su abitazioni, infrastrutture, salari e occupazione.
Oggi, Barnaby Joyce ha ulteriormente chiarito la posizione ufficiale di One Nation, spiegando che la cifra 130mila indica semplicemente la differenza positiva tra persone che entrano e persone che lasciano il Paese.
Quanto alle dichiarazioni di Farley, Joyce le ha attribuite all’inesperienza parlamentare.
“Mostratemi una carriera politica nella quale nessuno abbia mai commesso un errore”, ha affermato.