ANKARA - Attimi di terrore questa mattina davanti alla scuola superiore Inci Uzmez (denominata anche Niyazi Uzmez) di Turgutlu, nella provincia di Manisa, nella Turchia occidentale.

Intorno alle 8:00 ora locale, un uomo armato ha aperto il fuoco sul luogo, ferendo almeno otto studenti che si trovavano all’esterno dell’istituto. 

Inizialmente, le prime indiscrezioni giornalistiche e le tv locali avevano parlato di quattro feriti e dell’uso di un fucile. Ricostruzioni successive, confermate dalle emittenti Ntv, Haberturk e dalla prefettura locale, hanno portato il bilancio degli studenti colpiti a otto, precisando che l’aggressore ha impiegato una pistola e sembra aver sparato a caso tra la folla. 

Sul posto sono tempestivamente giunte numerose squadre di sicurezza e ambulanze, che hanno trasportato i feriti presso la struttura sanitaria più vicina, tra cui l’ospedale statale di Turgutlu. L’episodio ha scatenato il panico tra i presenti e ha spinto molti genitori a precipitarsi verso l’istituto, generando momenti di forte tensione con gli agenti di polizia, che hanno impedito la loro entrata nella struttura per motivi di sicurezza. 

Subito dopo aver sparato, l’aggressore si è dato alla fuga a piedi. Le forze dell’ordine hanno immediatamente fatto scattare una caccia all’uomo nella zona, riuscendo infine a catturarlo.

“I feriti sono stati trasportati presso la struttura sanitaria più vicina. Il sospettato, ritenuto l’autore della sparatoria, è stato fermato e messo in custodia dalle forze di sicurezza”, si legge nella nota ufficiale diffusa dalla prefettura locale. La magistratura e la polizia hanno avviato un’indagine coordinata dal prefetto per chiarire il movente dell’attacco, al momento del tutto ignoto. 

Questo nuovo episodio riapre la ferita delle sparatorie scolastiche in Turchia, un fenomeno che nei mesi scorsi ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica e condotto a risvolti politici, tra cui la rimozione del viceministro dell’Istruzione. 

Tra il 14 e il 15 aprile scorsi si erano infatti verificati due gravi attacchi nel sud-est del Paese. Nel primo caso, a Sanliurfa, un ex studente di 19 anni era entrato nella sua vecchia scuola superiore sparando all’impazzata e ferendo 16 persone prima di togliersi la vita durante uno scontro con la polizia. Il giorno seguente, a Kahramanmaras, un quattordicenne (figlio di un poliziotto in pensione) era entrato armato nella sua scuola media, provocando la morte di un insegnante e di nove bambini tra i 10 e gli 11 anni (bilancio salito secondo altre fonti mediatiche fino a 12 morti e 20 feriti), per poi suicidarsi sul posto. 

Tali tragedie avevano spinto il presidente Recep Tayyip Erdogan ad annunciare ad aprile rigide misure governative, comprese restrizioni sul possesso di armi da fuoco e l’introduzione di controlli di sicurezza aggiuntivi negli istituti a partire dal nuovo anno scolastico, iniziato il 14 settembre.