NEW YORK - Mentre la diplomazia mondiale si riunisce a New York per la 81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Ucraina affronta l’ennesima notte di sangue. I nuovi bombardamenti russi condotti con missili, droni e artiglieria hanno colpito quattro distretti della regione di Dnipropetrovsk, nell’est del Paese.
Come riferito su Telegram dal capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Ganja, a Dnipro “magazzini e un’azienda hanno subito gravi danni. Due persone sono rimaste uccise”, mentre si contano anche sei feriti. L’attacco ha preso di mira anche i complessi industriali di Kryvyj Rih e Pavlohrad.
Proprio a New York, dove è atterrato insieme alla First Lady Olena Zelenska e alla delegazione diplomatica, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è impegnato in una fitta serie di appuntamenti per perorare la causa di Kiev. “Sono in programma circa 20 incontri, con il Presidente degli Stati Uniti, leader europei, senatori e membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, capi di organizzazioni internazionali, principali aziende statunitense e think tank”, ha annunciato Zelensky sui social, anticipando inoltre che “è anche pronto per essere firmato un nuovo Accordo sui Droni”.
Entrando nel merito delle priorità strategiche, il leader ucraino ha sottolineato che “naturalmente, la priorità numero uno dell’Ucraina è avvicinare la pace e proteggere le vite del nostro popolo. Ci sono proposte concrete di sicurezza e misure di de-escalation che potrebbero avvicinare la fine della guerra. Stiamo lavorando per rafforzare la difesa aerea e garantire un finanziamento sufficiente per l’Ucraina”.
Zelensky ha confermato che anche quest’anno si terrà nella metropoli statunitense il Vertice della Piattaforma Internazionale sulla Crimea alla presenza di rappresentanti di alto livello, esprimendo apprezzamento per il sostegno dei partner all’integrità territoriale e alla sovranità ucraina. Parallelamente, la First Lady Olena Zelenska terrà un discorso alla Columbia University, illustrerà gli esiti del Vertice delle First Ladies e dei First Gentlemen alle Nazioni Unite e incontrerà imprenditori e filantropi a sostegno della sua Fondazione, oltre ad avere colloqui bilaterali con la consorte del Primo Ministro britannico e con la presidenza della Banca Mondiale.
Sullo sfondo dei tentativi di mediazione promossi da Washington per fermare il conflitto, è previsto un colloquio diretto tra Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump. Il leader ucraino ha spiegato che “è in corso un dialogo con il Presidente Trump e gli Stati Uniti. Ci sono anche idee sul tavolo per avvicinare la pace, a partire da forti misure di de-escalation. Le soluzioni sono possibili. Siamo pronti a lavorare in tal senso e ne discuteremo con i nostri partner a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York”.
Particolarmente attivo sul piano diplomatico anche il presidente francese Emmanuel Macron, che a margine dell’Assemblea ha incontrato sia Trump sia Zelensky. Lasciando la Trump Tower, il leader dell’Eliseo ha definito il confronto con il presidente Usa“ utile e costruttivo”, spiegando che le parti hanno avuto “un’ottima discussione” e che Trump si è mostrato “molto disponibile”.
Oltre al tema della sicurezza delle forniture marittime nel Mar Rosso (ritenuta fondamentale per i prezzi globali), al centro del colloquio vi è stato il dossier ucraino. “Abbiamo avuto una lunga discussione su Ucraina e Russia e ho sottolineato la necessità di aiutare i nostri amici ucraini ancora più rapidamente e con maggiore forza in termini di intercettori” missilistici, ha spiegato Macron, precisando di aver sollecitato il presidente statunitense sulla fornitura di sistemi d’arma difensivi.
Successivamente, Macron ha avuto un “incontro approfondito” con Zelensky. “I colpi russi sulle infrastrutture energetiche ucraine minacciano di privare milioni di famiglie del riscaldamento e dell’elettricità. La Francia sarà al fianco dell’Ucraina per affrontare l’inverno e il G7 Energia sarà anch’esso mobilitato al suo fianco”, ha dichiarato su X il presidente francese. “Stiamo rafforzando la difesa antiaerea con la firma di un contratto per la consegna di radar, nonché la fornitura di intercettori”. Macron ha infine riferito di aver affrontato con Trump anche “la prospettiva di una tregua energetica e di un moratorio nel Mar Nero, che sosteniamo. Sarà una questione delle negoziazioni che devono riprendere e che devono condurre a una pace giusta e duratura”.
Il sostegno multilaterale a Kiev è stato ribadito durante la riunione dei ministri degli Esteri del G7 svoltasi a New York sotto la presidenza francese, vertice a cui il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha partecipato tramite un proprio rappresentante. Nel corso dell’incontro si è riaffermato il “sostegno incrollabile” all’integrità territoriale dell’Ucraina, concentrando il confronto sul potenziamento dell’assistenza finanziaria e militare, con particolare attenzione alla protezione dei cieli.
Sul versante dell’Unione Europea, la responsabile della diplomazia europea Kaja Kallas, parlando in conferenza stampa a margine dei lavori dell’Onu, ha esortato i Paesi membri a mantenere la linea della fermezza. Definendo le sanzioni contro Mosca “il fulcro” della pressione politica europea per fermare l’aggressione.