BUENOS AIRES – La missione tecnica del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) è arrivata in Argentina in un momento delicato per il governo di Javier Milei, tra le tensioni interne legate alla Finanziaria, un nuovo aumento del rischio Paese e la pressione sui mercati.
La delegazione ha iniziato una serie di incontri alla Banca Centrale. La missione è guidata da Joyce Wong, nuova responsabile del Fmi per l’Argentina, che ha assunto l’incarico alla fine di luglio al posto del nepalese Bikas Joshi.
La visita avrebbe essenzialmente carattere tecnico. Non sono previste riunioni con il ministro dell’Economia, Luis Caputo, che si trova negli Stati Uniti per una serie di appuntamenti con investitori organizzati da JP Morgan a New York.
L’assenza Caputo è giustificata dal fatto che avrebbe organizzato il viaggio in questi giorni per accompagnare Milei durante la partecipazione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e per presentare a Wall Street il programma economico per il 2027, che secondo il governo sarà condizionato dall’andamento degli attivi argentini.
Intnanto il rischio Paese ha raggiunto i 533 punti base, il livello più alto dal 19 maggio, accumulando un aumento di quasi il 20% da luglio. A pesare sul clima finanziario è anche l’incertezza sull’andamento del programma economico e sulla capacità dell’Argentina di accumulare riserve.
Gli incontri si sono svolti in un clima di particolare riservatezza, in un momento di tensione sul mercato valutario che avrebbe operato, “per l’Argentina”, con una domanda di dollari inferiore nonostante l’euforia legata al rialzo dei titoli e delle azioni. A essere questionata, insomma, è la capacità della Banca Centrale di accumulare riserve in modo stabile.
Sul piano fiscale, l’Esecutivo prevede un avanzo primario dell’1,3% del Pil per quest’anno e dell’1,4% nel progetto di Bilancio 2027, valori in entrambi i casi inferiori all’obiettivo iniziale del 2,2%.
Fondo e il mercato guardano soprattutto alle scadenze dei prossimi mesi. Il governo dovrà affrontare pagamenti importanti e si stima che il prossimo anno avrà bisogno di circa 10 miliardi di dollari sui mercati internazionali, oltre a circa 13 miliardi di dollari già concordati con organismi multilaterali.
Uno dei nodi principali resta quello delle riserve. Dopo l’abbandono della precedente strategia valutaria, il mercato continua a interrogarsi sulla capacità della Banca Centrale di accumulare valuta. Il segretario alle Finanze ha sostenuto che, con gli attuali tassi, il governo non ritiene “efficiente” acquistare dollari sul mercato.
Il quadro è stato parzialmente favorito dall’aumento del prezzo internazionale della soia, una delle principali fonti di valuta estera per l’Argentina. Il valore ha raggiunto 487,95 dollari per tonnellata a Chicago, con un aumento di circa 2 dollari, mentre il governo punta sulle esportazioni agricole per rafforzare l’ingresso di valuta pregiata.
La Banca Centrale ha ridotto il ritmo degli acquisti di riserve nelle ultime settimane e lunedì ha acquistato 8 milioni di dollari, con l’obiettivo dichiarato di mantenere stabile il dollaro. Secondo fonti citate dal quotidiano Clarín, l’Argentina dovrebbe acquistare circa 10 miliardi di dollari – oltre l’attuale livello delle riserve – per raggiungere l’obiettivo fissato con il Fmi.
Protagonista della visita è Joyce Wong, economista di nazionalità portoghese e nuova responsabile della missione per l’Argentina.
Laureata a Georgetown, con un dottorato al Mit, ha lavorato alla Federal Reserve di New York e insegnato alla Princeton University. All’interno del Fmi si è occupata anche di Paesi come Giamaica, Honduras, Guatemala ed El Salvador.
Wong è un Vecchia conoscenza della politica argentina, dato che aveva partecipato ai negoziati anche durante il governo Macri, nel 2018. Ora torna a Buenos Aires con un compito impegnativo: seguire da vicino un programma economico in una fase in cui riserve, accesso ai mercati e rischio Paese restano sotto osservazione.