LONDRA - Un cittadino britannico ha drogato e violentato la propria moglie per tredici anni, pubblicando annunci online per invitare sconosciuti ad avere rapporti sessuali con lei a sua insaputa e senza il suo consenso. È il quadro sconvolgente ricostruito dall’accusa dinanzi al tribunale di Winchester, nell’Inghilterra meridionale, dove si è aperto il processo a carico di quattro uomini accusati di reati sessuali commessi in complicità con il marito ai danni di Joanne Young, la quale ha scelto di rinunciare al diritto all’anonimato.
Il principale responsabile, il cinquantenne Philip Young (indicato dalla stampa come ex consigliere del Partito Conservatore), si è già dichiarato colpevole a gennaio di 48 capi d’imputazione, tra cui 11 stupri e 11 episodi di somministrazione di sostanze volte a stordire la vittima e a renderla incapace di opporsi. I quattro imputati attualmente a giudizio, di età compresa tra i 32 e i 62 anni, respingono invece le accuse relative agli episodi avvenuti tra il 2016 e il 2023: due di loro devono rispondere del reato di stupro, mentre gli altri due sono imputati per reati sessuali di minore gravità.
Nel corso dell’udienza, la procuratrice Sarah Jones ha dettagliato la condotta dell’ex consigliere: “Il signor Young pubblicava annunci su Craigslist, Grindr e siti per scambisti: cercava sconosciuti che venissero ad avere rapporti con sua moglie”. Secondo l’accusa, l’uomo presentava la proposta facendola passare per una presunta preferenza sessuale della donna, spiegando che la consorte si sarebbe trovata in “uno stato nel quale chiunque avesse risposto avrebbe potuto farle qualsiasi cosa, senza che lei ne fosse consapevole o potesse ricordarlo”.
Dalle verifiche è emerso che, fin dal 2015, Young procurava sostanze farmaceutiche con il preciso intento di far cadere la moglie “in un sonno profondo, nel quale sarebbe stata disorientata, inconsapevole di ciò che la circondava e difficilmente in grado di ricordare quanto accaduto”.
L’inchiesta è scattata a seguito di una segnalazione riguardante il caricamento in rete di immagini dal contenuto estremo da parte di Young. Le successive perquisizioni effettuate dalla polizia presso la sua abitazione e sui suoi dispositivi elettronici hanno portato al rinvenimento di filmati che ritraevano Joanne Young immobilizzata a letto, mentre diversi uomini compivano atti sessuali su di lei. La procuratrice Jones ha precisato che tre degli attuali imputati compaiono chiaramente in tali video.
Un altro uomo coinvolto nella vicenda, il quarantasettenne Dean Hamilton, ha già ammesso le proprie responsabilità dichiarandosi colpevole di stupro e aggressione sessuale. La quantificazione della pena per Hamilton e per Philip Young avverrà al termine del dibattimento, la cui durata prevista è di quattro settimane.
In occasione dell’apertura del procedimento, alcuni manifestanti si sono radunati all’esterno del tribunale esponendo cartelli di protesta contro la violenza sessuale. Il caso ha suscitato enorme scalpore nel Regno Unito, alimentando il dibattito sui reati sessuali perpetrati tramite l’uso di sostanze stupefacenti o sedativi.
La vicenda presenta evidenti analogie con il processo celebratosi in Francia nel 2024 a carico di Dominique Pelicot, non collegato a questo procedimento. Pelicot è stato condannato per aver somministrato di nascosto farmaci alla moglie Gisèle per anni, reclutando decine di sconosciuti affinché la violentassero mentre era priva di conoscenza. Anche in quel caso, come fatto ora da Joanne Young, Gisèle Pelicot aveva scelto di rinunciare all’anonimato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle violenze sessuali.