BUENOS AIRES – Malgrado le rassicurazioni dell’Argentina, secondo cui Flávio Bolsonaro non è entrato nel Paese, resta il mistero su dove si trovi il candidato alla presidenza che ha perso le elezioni di domenica 25 ottobre.
Secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano brasiliano Folha de S. Paulo, non si hanno notizie sul luogo in cui si trovano Flávio Bolsonaro e la sua famiglia.
Il sito brasiliano Metrópoles sostiene però che il senatore abbia lasciato il Brasile e sia in volo verso gli Stati Uniti, con destinazione finale in Florida. L’informazione, scrive il sito, è stata confermata da persone vicine alla famiglia.
La Polizia federale brasiliana sta effettuando controlli in diversi punti della frontiera e verificando i registri dei voli, sospettando che il senatore sia fuggito dal Paese dopo la sconfitta elettorale contro Luiz Inácio Lula da Silva e l’ordine giudiziario di consegnare tutti i passaporti, compreso quello diplomatico, accompagnato dal divieto di lasciare il Brasile.
Il giudice del Tribunale supremo federale (Stf), Alexandre de Moraes, aveva disposto il sequestro dei suoi passaporti, tra cui quello italiano. Il senatore aveva tempo fino a mezzogiorno di oggi per consegnare i documenti alla Polizia federale e, non avendolo fatto, è stata formalmente notificata la sua inottemperanza. Successivamente, la Polizia federale ha provveduto ad annullare i passaporti.
Flávio Bolsonaro è coinvolto in due procedimenti davanti al Tribunale supremo federale, uno dei quali riguarda sospetti di riciclaggio di denaro. Inoltre, è sotto indagine un possibile finanziamento estero della sua campagna elettorale.
Prima che se ne perdessero le tracce, Bolsonaro aveva pubblicato un video nel quale affermava di non aver mai avuto intenzione di lasciare il Paese e sosteneva che l’ordine di consegnare i suoi documenti fosse privo di giustificazione legale.
L’ultimo messaggio del senatore è stato inviato alle 8 di questa mattina a Rogério Marinho, senatore e coordinatore della sua campagna elettorale. Bolsonaro gli avrebbe detto che stava “sbollendo la rabbia”, senza chiarire se avesse lasciato il Brasile.
L’ipotesi di una fuga attraverso l’Argentina è emersa dopo che il sito Infobae ha riferito che il candidato sconfitto avrebbe organizzato il viaggio durante la notte, attraversando la frontiera con la sola carta d’identità, possibilità prevista dagli accordi tra i Paesi del Mercosur, e raggiungendo Puerto Iguazú per imbarcarsi su un jet privato diretto negli Stati Uniti.
La polizia brasiliana ha chiesto informazioni anche alle autorità argentine, ma il governo di Javier Milei nega che Bolsonaro sia entrato nel Paese.
Secondo quanto riferito da una fonte al canale televisivo argentino TN, del gruppo Clarín, Bolsonaro sarebbe entrato in Argentina a piedi, ieri sera, tra le 21 e le 22, senza passare da un valico di frontiera. All’ultimo momento, però, avrebbe rinunciato a raggiungere l’aeroporto di Puerto Iguazú per imbarcarsi sul volo diretto negli Stati Uniti. La stessa fonte ha dichiarato di non sapere dove si trovi attualmente l’ex candidato alla presidenza.
Al centro delle verifiche c’è un aereo Gulfstream G400, immatricolato LV-JQW e operato dalla compagnia argentina Baires Fly SA. Il velivolo risulta essere atterrato alle 23.45 di ieri a Puerto Iguazú, dove sarebbe ancora parcheggiato.
Secondo Infobae, il decollo era previsto per le 2 di questa mattina, ora locale. La compagnia avrebbe richiesto le procedure doganali e migratorie per quattro passeggeri e tre membri dell’equipaggio.
TN ha riferito che nel piano di volo compariva una lista di quattro passeggeri e che, durante i controlli, sarebbe emerso il nome di Bolsonaro. Quest’ultimo dettaglio è stato però smentito dalle autorità argentine.
Le versioni restano dunque contrastanti. Mentre Metrópoles riferisce, sulla base di fonti vicine alla famiglia, che Bolsonaro sarebbe già in viaggio verso la Florida, Rogério Marinho ha negato allo stesso sito che il senatore abbia lasciato il Brasile. Secondo altre fonti, Bolsonaro si troverebbe invece nella propria abitazione.
Al momento, non risulta confermata ufficialmente né la sua uscita dal Brasile né la sua presenza in Argentina.