ROMA - I sistemi informatici della Camera dei deputati sono stati colpiti da un attacco hacker su vasta scala che ha interessato anche le caselle di posta elettronica di numerosi parlamentari, compresa quella assegnata a Giorgia Meloni nella sua veste di deputata.
L’offensiva informatica si è verificata negli ultimi giorni e ha interessato diversi servizi digitali di Montecitorio. Secondo le informazioni disponibili, i tecnici della Camera hanno mantenuto la situazione sotto controllo, attivando le procedure previste per contrastare i tentativi di intrusione.
Da Palazzo Chigi è arrivata una precisazione riguardante la presidente del Consiglio: l’indirizzo email parlamentare finito nel mirino degli hacker non è quello utilizzato da Meloni per le comunicazioni istituzionali del governo.
Fonti della Camera hanno escluso che la situazione abbia assunto le caratteristiche di un’emergenza, sottolineando come i sistemi informatici delle istituzioni siano quotidianamente esposti a tentativi di attacco.
Montecitorio ha assicurato che sono state adottate tutte le misure di protezione necessarie, anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), con la quale è attivo uno specifico protocollo operativo.
Le procedure di sicurezza possono comprendere la sospensione temporanea di alcune funzionalità dei sistemi, per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche e ridurre i rischi di ulteriori intrusioni.
Resta da chiarire l’effettiva portata dell’attacco e se siano stati sottratti dati o compromesse comunicazioni riservate. Le verifiche sono ancora in corso e non sono stati diffusi elementi conclusivi sull’entità dell’eventuale violazione.
La vicenda è intanto arrivata all’attenzione della magistratura e la Procura di Roma attende una prima informativa della Polizia postale, sulla base della quale è prevista l’apertura di un fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico.
Le autorità stanno inoltre valutando il contesto più ampio nel quale si inserisce l’episodio.
Secondo quanto riferito da fonti di Montecitorio, negli ultimi giorni sarebbe stato registrato un aumento di attacchi e tentativi di intrusione anche nei confronti di altre istituzioni italiane, europee e internazionali.
L’intensificazione delle attività informatiche ostili ha determinato un rafforzamento dell’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture digitali istituzionali, ma al momento non sono emersi elementi pubblici sufficienti per attribuire l’offensiva contro la Camera a un gruppo specifico o a un Paese.
L’obiettivo degli accertamenti sarà ricostruire le modalità dell’attacco, individuare gli eventuali accessi non autorizzati e stabilire se siano state compromesse informazioni contenute nelle caselle di posta elettronica dei parlamentari.