BRUXELLES - La Commissione europea ha presentato una proposta per un nuovo regolamento sull’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di protezione dei confini esterni dell’Unione europea e trasformarla nell’attore centrale sui rimpatri. La proposta contempla la creazione di una forza di reazione rapida e l’integrazione di strumenti avanzati di monitoraggio e prevenzione delle minacce, scaturiti anche dagli insegnamenti tratti dalla crisi migratoria registrata a Ceuta a fine luglio.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha spiegato che la finalità del provvedimento è quella di sostenere gli Stati membri “ovunque e ogni volta” sia necessario, compresa la gestione delle espulsioni, “con il mandato e le capacità che questa nuova realtà richiede”. Il testo passa ora all’esame del Consiglio europeo e del Parlamento europeo.
Nonostante negli ultimi due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere si siano più che dimezzati e il tasso di rimpatrio abbia superato il 30%, l’esecutivo comunitario rileva come il mutato contesto geopolitico e di sicurezza continui a mettere a dura prova i confini comuni, rendendo indispensabile una risposta europea più solida ed efficace.
La proposta dell’esecutivo europeo prevede di potenziare progressivamente il corpo permanente dell’Agenzia fino a raggiungere la quota di 30mila agenti. La nuova forza sarà articolata attraverso una nuova riserva europea per le frontiere e i rimpatri composta da 17mila agenti a disposizione degli Stati membri e mobilitabili in caso di necessità, a cui si aggiungeranno il raddoppio degli organici diretti del personale dell’Agenzia e i 7mila addetti già attualmente distaccati dai Paesi Ue.
Sul fronte dei rimpatri, Frontex assumerà una funzione proattiva e strategica mediante un centro di coordinamento dedicato, incaricato di raccogliere ed elaborare informazioni operative a supporto della pianificazione. Il sostegno dell’Agenzia coprirà l’intero percorso: dall’individuazione precoce e la consulenza sul rimpatrio volontario fino all’esecuzione delle operazioni e all’assistenza per la reintegrazione. Previo accordo con il Paese interessato e nel costante rispetto dei diritti fondamentali e degli standard internazionali, l’Agenzia potrà inoltre contribuire all’organizzazione ed esecuzione di rimpatri da un Paese terzo verso un altro.
Sul piano delle dotazioni, Frontex avrà la facoltà di acquistare, noleggiare e co-possedere attrezzature, partecipare ad appalti congiunti insieme agli Stati membri e operare quale centrale di acquisto per strumenti digitali basati sull’intelligenza artificiale.
Verrà inoltre istituito un centro di monitoraggio e risposta online per le crisi. Questo organismo avrà il compito esplicito di analizzare i contenuti pubblicamente accessibili sui social media, al fine di individuare per tempo gli sviluppi rilevanti per la tutela delle frontiere esterne e contrastare la diffusione di contenuti illegali correlati a rischi per la sicurezza.
La riforma introduce una forza di reazione rapida, mobilitabile alle frontiere esterne in tempi brevissimi. La decisione sull’intervento spetterà al direttore esecutivo di Frontex, a seguito di formale richiesta presentata da uno Stato membro in situazione di emergenza. In parallelo, gli Stati avranno l’obbligo di segnalare entro 24 ore sulla rete Eurosur ogni evento passibile di produrre un impatto significativo sui confini dell’Unione.
Tali interventi rispondono alla linea di maggiore rigore sulla gestione dei flussi definita dai leader europei nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo. In tale sede, i Capi di Stato e di governo hanno esaminato anche la decisione del premier spagnolo Pedro Sánchez relativa alla regolarizzazione di 500mila migranti.
In concomitanza con il rafforzamento dell’Agenzia, Bruxelles ha proposto un secondo regolamento volto alla digitalizzazione delle procedure di rimpatrio, riammissione e reintegrazione, rendendo operative le nuove disposizioni sui rimpatri entrate in vigore il 16 ottobre.
Il testo mira a semplificare e velocizzare l’iter dei singoli casi, abbattere gli oneri burocratici e ottimizzare la trasmissione dei dati attraverso un’unica interfaccia digitale. Il provvedimento consolida ulteriormente il ruolo di Frontex nello sviluppo della nuova architettura digitale dell’Unione europea al servizio degli Stati membri.