ROMA - Il governo accelera sulla legge di bilancio per il 2027, attesa mercoledì 28 ottobre in Consiglio dei ministri, ma restano da sciogliere diversi nodi sulle risorse disponibili e sulle misure da finanziare.
Pensioni, riduzione delle tasse, sostegno alle famiglie e alle imprese sono al centro del confronto, mentre proseguono le interlocuzioni con la Commissione europea per ottenere maggiori margini di flessibilità sulla spesa energetica.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il punto con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Si tratta del terzo confronto tra i vertici della coalizione nell’arco di una settimana.
Secondo fonti di maggioranza, le priorità della manovra saranno il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, gli interventi fiscali per il ceto medio, gli incentivi alle imprese e il rafforzamento della sanità, con particolare attenzione ai giovani e agli anziani.
Il principale ostacolo resta la disponibilità finanziaria. La manovra dovrebbe valere circa 23,5 miliardi di euro, ma una parte consistente delle risorse, nell’ordine di 14 miliardi, riguarda gli interventi per energia e difesa collegati alla flessibilità europea. Per le altre misure rimarrebbero quindi meno di dieci miliardi, imponendo al governo una selezione tra le richieste dei partiti.
Decisivo sarà l’esito del confronto con Bruxelles sull’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, conosciuta come National Escape Clause (Nec).
Il meccanismo non prevede l’erogazione di nuovi fondi europei, ma consente, entro condizioni stabilite dalle regole dell’Unione, maggiori margini di spesa rispetto ai vincoli ordinari di bilancio.
L’Italia punta a utilizzare questa flessibilità anche per interventi sulla sicurezza energetica, ma dovrà rispettare i criteri europei sull’ammissibilità delle misure, che privilegiano la resilienza del sistema energetico e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
La Commissione ha confermato di aver esaminato la richiesta italiana, ora all’attenzione del Consiglio dell’Ue, e di proseguire il dialogo con Roma sulle modalità concrete di applicazione.
Sul fronte previdenziale, dal vertice di maggioranza sarebbero arrivati segnali di apertura alla proposta della Lega di consentire, a determinate condizioni, l’accesso anticipato alla pensione a 64 anni anche ai lavoratori nel regime misto, che combina contributi calcolati con i sistemi retributivo e contributivo.
La misura resta tuttavia un’ipotesi da definire e finanziare.
Salvini insiste inoltre sull’innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi e compensi per accedere al regime forfettario delle partite Iva.
Forza Italia continua invece a sostenere una riduzione dell’Irpef per il ceto medio, attraverso un ampliamento dello scaglione soggetto all’aliquota del 33%, prima fino a 55mila euro e successivamente fino a 60mila.
Nel governo, però, si starebbe valutando di privilegiare misure con effetti più immediati sulle buste paga, come un intervento sul cuneo fiscale già dall’inizio del 2027.
Tra le altre ipotesi figurano sgravi per le assunzioni degli under 30, incentivi all’occupazione femminile, agevolazioni per le madri e i congedi parentali, oltre a sostegni per le spese sanitarie degli anziani e delle famiglie con redditi più bassi.
Si valuta anche una carta dedicata alle spese mediche e un trattamento fiscale agevolato per alcune situazioni legate ai lavori del Superbonus rimasti incompiuti.
Un contributo rilevante alle coperture dovrebbe arrivare dal settore finanziario.
Tajani ha confermato l’intenzione di coinvolgere banche, assicurazioni e altre realtà economiche, evitando però un’impostazione che considera punitiva nei confronti degli istituti.
“È indispensabile avere l’aiuto di tutti”, ha dichiarato il vicepremier, precisando che le banche di credito cooperativo dovrebbero essere escluse dalla richiesta di contributi.
Lo stesso Tajani ha annunciato l’intenzione di rinviare di almeno altri sei mesi l’entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha intanto invitato il governo a concentrare le limitate risorse disponibili su interventi capaci di sostenere la competitività e gli investimenti delle imprese.
La priorità, sostiene, dovrebbe essere una politica industriale coerente, evitando di disperdere i finanziamenti in una molteplicità di misure di portata limitata.