BRASILE – Le accuse di irregolarità legate alla proroga dell’orario di voto non trovano conferma nei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali brasiliane.
Al centro della contestazione c’è la decisione di consentire la prosecuzione delle operazioni elettorali oltre le 17 del 25 ottobre, una misura che Flávio Bolsonaro considera motivo di contestazione del ballottaggio vinto da Luiz Inácio Lula da Silva.
La proroga non fu richiesta soltanto dal campo del presidente uscente: entrambe le campagne avevano chiesto di prolungare le operazioni.
Il Partito dei Lavoratori (PT), che sostiene Lula, aveva segnalato difficoltà di accesso ai seggi, in particolare per la carenza di trasporti pubblici in città come Salvador, nello Stato di Bahia.
Gli avvocati di Bolsonaro avevano invece presentato due richieste per estendere il voto in cinque comuni colpiti da forti piogge, negli Stati di San Paolo, Paraná, Santa Catarina, Minas Gerais e Rio Grande do Sul. L’obiettivo dichiarato era consentire agli elettori di raggiungere le urne nonostante le condizioni meteorologiche.
Secondo i risultati del Tribunal Superior Eleitoral (TSE), Lula è stato rieletto con 64.256.232 voti, pari al 51,79% dei voti validi, contro i 59.826.041 ottenuti da Bolsonaro, che ha raggiunto il 48,21%. La differenza tra i due candidati è di 4.430.191 voti.
La votazione, inizialmente prevista fino alle 17, è stata prolungata fino alle 19 in alcune sezioni. La misura, che mirava a consentire agli elettori che si trovavano ancora in fila di esercitare il proprio diritto di voto, ha succesivamente suscitato polemiche sulla gestione delle operazioni elettorali e sulla possibilità che il cambiamento abbia influito sul risultato.
I dati relativi allo scrutinio, tuttavia, devono essere valutati alla luce del margine finale tra i candidati. Il numero dei voti espressi dopo le 17 è nettamente inferiore alla distanza che separa Lula da Bolsonaro e non è sufficiente, da solo, a dimostrare che la proroga abbia determinato l’esito del ballottaggio.
Il sistema elettorale brasiliano prevede inoltre strumenti di verifica attraverso i bollettini emessi dalle urne elettroniche e i registri delle singole sezioni.
Questi documenti permettono di confrontare i risultati locali con quelli consolidati a livello nazionale e di controllare la corrispondenza dei dati dello scrutinio.
La contestazione politica del risultato non equivale quindi alla dimostrazione di una frode. Per sostenere che la proroga abbia alterato l’esito delle elezioni servirebbero prove concrete di irregolarità e del loro impatto sul conteggio dei voti.
I risultati ufficiali confermano invece la vittoria di Lula con un vantaggio superiore a 4,4 milioni di preferenze.