MILANO - La Procura generale di Milano sta valutando la possibilità di effettuare rogatorie internazionali in Uruguay per ascoltare Graciela Torres, l’ex dipendente di Giuseppe Cipriani che nelle scorse settimane ha raccontato al Fatto Quotidiano presunti festini organizzati nella tenuta “Gin Tonic” di Punta del Este, in Uruguay. A confermarlo è stata la procuratrice generale del capoluogo lombardo, Francesca Nanni. 

Torres, uruguaiana di 46 anni, avrebbe lavorato per quasi vent’anni come massaggiatrice nella proprietà dell’imprenditore veneziano, compagno dell’ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, e ha scelto di parlare pubblicamente dopo una prima testimonianza anonima.  

La donna sostiene che Minetti “non ha mai cambiato vita” e che avrebbe continuato “a fare quello per cui era stata condannata in Italia”, riferendosi alla condanna definitiva per favoreggiamento della prostituzione nell’ambito del caso Ruby. 

Nelle interviste pubblicate dal quotidiano italiano, Torres ha parlato di serate a base di “alcol, droga e sesso” con escort provenienti da diversi Paesi e selezionate, secondo il suo racconto, direttamente dall’ex consigliera regionale lombarda.  

La donna avrebbe inoltre sostenuto di essere disponibile a confermare quanto dichiarato davanti ai magistrati italiani. 

Le verifiche della Procura generale sono legate all’istruttoria riaperta sull’istanza di grazia concessa nei mesi scorsi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi. La misura di clemenza era arrivata con il parere favorevole del ministero della Giustizia e della stessa Procura generale milanese, sulla base anche della ricostruzione difensiva secondo cui Minetti avrebbe “cambiato vita”, e si sarebbe allontanata dal contesto che aveva portato alle condanne. 

Dopo la pubblicazione delle nuove testimonianze, però, il Quirinale ha chiesto approfondimenti urgenti al ministero della Giustizia, che ha delegato ulteriori accertamenti ai magistrati milanesi. Tra gli strumenti allo studio c’è appunto la rogatoria internazionale, che consentirebbe “l’identificazione e l’ascolto” della testimone in Uruguay. 

Torres, nelle dichiarazioni riportate dal Fatto Quotidiano, ha anche chiesto protezione. “Non sono una giornalista o un’investigatrice. Sono solo una donna che ha lavorato lì per vent’anni e che a un certo punto non è più riuscita a tacere”, ha dichiarato, spiegando di avere paura per le conseguenze delle sue rivelazioni. 

La vicenda si intreccia anche con l’indagine amministrativa aperta in Uruguay sull’adozione del figlio della coppia Minetti-Cipriani, e Inau sta verificando eventuali irregolarità anche nelle uscite ricreative di minori ospitati in strutture pubbliche verso la tenuta “Gin Tonic”, dove sarebbe nato il legame con il bambino poi adottato dalla coppia italiana. 

Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente dell’Istituto, Mauricio Fuentes, nel fascicolo sarebbero emersi “elementi che danno conto di una situazione strana”.  

Nel frattempo, Cipriani ha respinto tutte le accuse, definendole diffamatorie, e ha inviato una diffida formale al Fatto Quotidiano chiedendo lo stop immediato alle pubblicazioni sulla vicenda, la rimozione degli articoli già pubblicati e un risarcimento danni non inferiore a 250 milioni di euro.