BRISBANE – Un’ex alta funzionaria del Queensland ha raccontato in lacrime alla Commissione d’inchiesta sul CFMEU di avere temuto per la sicurezza dei propri figli dopo una serie di fatti che, a suo dire, dimostravano come esponenti del sindacato conoscessero i loro spostamenti, le attività sportive e le abitudini quotidiane.
Amanda Yeates, già vice direttrice generale di Transport and Main Roads, ha riferito oggi che in tre o quattro occasioni furono fatte allusioni sui suoi figli tali da farle ritenere che il CFMEU sapesse chi fossero, dove si trovassero e che cosa avessero fatto durante la giornata.
In uno degli episodi contestati, il funzionario sindacale Jade Ingham avrebbe improvvisamente pronunciato il nome della figlia di Yeates, osservando che quel giorno aveva giocato “davvero una bella partita di netball”.
In un altro incontro, un uomo non identificato arrivato insieme a Ingham avrebbe fatto riferimento al fatto che la ragazza, ancora in età scolastica, veniva ormai accompagnata a scuola in automobile invece di prendere l’autobus.
Yeates ha detto di essere diventata sempre più preoccupata per ciò che avrebbe potuto accadere ai figli, al punto da modificarne gli spostamenti, impedire loro di uscire da soli e finendo per lasciare il proprio incarico.
“Ho deciso che l’unico modo per far cessare tutto questo era uscire dal servizio pubblico - ha dichiarato -. Pensavo che, se il CFMEU non mi avesse più ritenuta una persona sulla quale poter esercitare influenza, sarebbe finita”.
La Commissione ha appreso che Yeates lasciò Transport and Main Roads nel luglio 2022, dopo oltre 25 anni nella pubblica amministrazione. Tra le sue responsabilità figurava anche la supervisione del Queensland Transport and Roads Investment Program, un piano oggi del valore di 41 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni.
Il principale legale della commissione, Edward Gisonda, ha sostenuto che una carriera ritenuta molto promettente sarebbe terminata a causa del comportamento attribuito al sindacato.
Dinanzi al commissario Stuart Wood, Yeates ha riferito anche di ripetuti abusi verbali durante riunioni con esponenti del CFMEU.
Secondo la sua testimonianza, Ingham avrebbe definito lei e altri dirigenti “incompetenti” e “fannulloni strapagati”, arrivando successivamente a utilizzare un pesante insulto sessista.
Yeates ha raccontato che, durante una riunione nella sede del CFMEU a Bowen Hills, l’espressione sarebbe stata ripetuta almeno quattro volte. Quando protestò, Ingham le avrebbe risposto che sarebbe stata trattata in quel modo se avesse continuato a comportarsi così.
In un incontro successivo, Yeates e un’altra dirigente di Transport and Main Roads abbandonarono la stanza dopo ulteriori insulti, ricevendo poi, secondo il suo racconto, un avvertimento secondo cui quella reazione sarebbe stata “inaccettabile in qualsiasi circostanza”.
L’ex funzionaria ha riferito anche del primo incontro con l’allora dirigente del CFMEU Michael Ravbar, avvenuto nell’ufficio dell’ex ministro Laburista dei Trasporti Mark Bailey al numero 1 di William Street. Ravbar, ha affermato, le avrebbe detto come prima cosa: “Sei una donna, portami un bicchiere d’acqua”.
Le presunte intimidazioni si sarebbero verificate mentre il precedente governo Laburista procedeva con la politica Best Practice Industry Conditions (BPIC) sui grandi progetti di trasporto.
Documenti interni del Dipartimento dei Trasporti, letti durante l’inchiesta, avvertivano che il piano avrebbe potuto aumentare i salari di circa l’11 per cento rispetto agli accordi esistenti e aggiungere fino a 192 milioni di dollari ai costi dei progetti in quattro anni.
Yeates ha riferito che, nonostante queste riserve, al Dipartimento fu comunicato che il BPIC era una scelta politica del governo e che occorreva “trovare un modo per farla funzionare”.