PECHINO - Per la prima volta, la Cina ha ammesso ufficialmente di aver fornito assistenza tecnica diretta al Pakistan durante il conflitto aereo con l’India dello scorso anno. La rivelazione, affidata alla televisione di Stato CCTV, conferma il ruolo attivo di personale specializzato cinese nel monitoraggio e nella manutenzione dei caccia che hanno preso parte agli scontri nella regione del Kashmir.
Il fulcro della vicenda riguarda le prestazioni del J-10CE, caccia di fabbricazione cinese di generazione 4.5. Durante le quattro giornate di scontri del maggio scorso, un velivolo di questo tipo in dotazione all’aeronautica pachistana avrebbe abbattuto almeno un Rafale francese dell’aviazione indiana. Se confermato, si tratterebbe di un evento storico per l’industria bellica di Pechino: la prima vittoria in combattimento del J-10 e la prima distruzione documentata di un Rafale in uno scenario di guerra.
Zhang Heng, ingegnere dell’Istituto di progettazione e ricerca aeronautica di Chengdu (affiliato al colosso statale AVIC), ha descritto le condizioni estreme in cui operava il team di supporto: “Alla base sentivamo spesso il rombo dei caccia in decollo e le sirene antiaeree. Con temperature vicine ai 50 gradi Celsius, è stata una prova fisica e mentale durissima. Il nostro obiettivo era garantire che gli equipaggiamenti esprimessero tutto il loro potenziale di combattimento”.
Anche l’ingegner Xu Da, membro dello stesso istituto, ha espresso soddisfazione per l’esito dello scontro, definendo quasi “inevitabile” il successo del velivolo: “Abbiamo cresciuto questo aereo come un figlio. Non siamo rimasti sorpresi dai risultati; aveva solo bisogno dell’occasione giusta per dimostrare ciò che sapevamo valesse”.
Il Pakistan è attualmente l’unico operatore internazionale del J-10C (nella variante da esportazione “E”). L’ordine iniziale del 2020 prevedeva 36 velivoli e oltre 250 missili a lungo raggio PL-15. Il caccia è considerato una punta di diamante tecnologica, grazie al radar AESA (a scansione elettronica attiva) e alla compatibilità con armamenti avanzati.
Secondo i dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), la dipendenza militare del Pakistan dalla Cina è diventata quasi totale: tra il 2021 e il 2025, circa l’80% delle importazioni di armi di Islamabad è arrivato da Pechino. Oltre al J-10CE, l’aeronautica pachistana impiega stabilmente il JF-17, velivolo sviluppato congiuntamente dai due Paesi.