Roma torna al centro della storia musicale di Claudio Baglioni. Dal 24 ottobre all’1novembre 2026, Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, ospiterà sette appuntamenti di Che notte è questa! La partenza, il progetto che segna il ritorno dal vivo del cantautore romano e inaugura una nuova fase del suo percorso artistico. Sette serate che promettono di trasformarsi in un racconto attraverso canzoni, ricordi ed emozioni, ripercorrendo una carriera che ha accompagnato intere generazioni. Ma questo ritorno non rappresenta soltanto una nuova occasione per ritrovare il pubblico: porta con sé il significato di una ripartenza personale e professionale, dopo i problemi di salute che hanno costretto l’artista a interrompere temporaneamente la propria attività: “Pensavo che la parola fine fosse arrivata, invece c’è altro pezzo di viaggio da riprendere”. Nelle parole di Baglioni si concentra il senso di questo nuovo capitolo, che guarda al passato senza rinunciare alla possibilità di immaginare ancora nuove strade.
La ripresa dei concerti assume un valore particolare alla luce dei mesi difficili attraversati dal cantautore. La polmonite che lo ha colpito ha comportato uno stop forzato e il rinvio del progetto itinerante inizialmente previsto per il 2026, aprendo una fase di incertezza sul futuro dell’attività dal vivo. Un passaggio delicato, segnato anche dalla consapevolezza di quanto possa essere fragile un equilibrio costruito in decenni di musica e palcoscenico. “Quando sono stato male, qualche mese fa, ho temuto di non poter tornare più su un palco”, racconta Baglioni, dando voce alla preoccupazione di non riuscire a riprendere quel rapporto con il pubblico che rappresenta una parte essenziale della sua identità artistica. Il ritorno a Roma diventa così qualcosa di più di una semplice ripresa del calendario dei concerti. È la possibilità di rimettersi in cammino dopo una battuta d’arresto, di ritrovare la dimensione del palcoscenico e di trasformare un momento difficile in un nuovo punto di partenza. Una prospettiva che si riflette anche nel titolo dello spettacolo: ‘La partenza’ non allude soltanto all’inizio di un nuovo progetto, ma alla volontà di proseguire un viaggio artistico che, dopo oltre cinquant’anni, conserva ancora prospettive e obiettivi.
La scelta di Villa Borghese riporta Baglioni in uno dei luoghi simbolo della sua storia musicale. Il 24 ottobre 1982, proprio a Piazza di Siena, il cantautore fu protagonista di Alé-Oó, uno degli eventi più memorabili della musica dal vivo italiana, capace di richiamare circa 250.000 persone. A distanza di 44 anni, il ritorno nello stesso spazio crea un collegamento ideale tra quella stagione e il presente. Allora, un artista nel pieno della propria affermazione contribuiva a scrivere una pagina importante della storia dei grandi concerti; oggi, un musicista con una carriera lunga oltre mezzo secolo torna in quel luogo per riprendere il filo di una storia mai interrotta sul piano artistico. Il legame con la capitale resta centrale. “Roma mi ha dato tanto ed è stata spesso testimone delle cose che ho fatto”, ricorda Baglioni. Una città che non è soltanto il luogo delle origini, ma anche lo scenario di alcuni dei momenti più significativi del suo percorso. Piazza di Siena diventa quindi una cornice carica di significati, in cui la memoria personale si intreccia con quella collettiva. Le canzoni, i concerti e le esperienze condivise con il pubblico contribuiscono a costruire un racconto che appartiene tanto all’artista quanto a chi, nel corso degli anni, ha riconosciuto nella sua musica una parte della propria vita.
Il cuore dello spettacolo sarà un repertorio di 40 canzoni, riproposte attraverso nuovi arrangiamenti e una costruzione musicale pensata per l’occasione. Sul palco, insieme a Baglioni, saliranno 20 musicisti, chiamati a dare forma a un progetto che punta a valorizzare le diverse stagioni della sua produzione. Dai brani degli esordi ai successi diventati parte dell’immaginario collettivo, il percorso musicale attraverserà quasi 60 anni di carriera. Un patrimonio di melodie e parole capace di parlare a pubblici differenti, mantenendo una forte capacità evocativa anche a distanza di decenni.
Tra i riferimenti più significativi figura La vita è adesso, l’album pubblicato nel 1985 e diventato uno dei lavori più rappresentativi della musica italiana. Un disco che ha lasciato un segno profondo nella storia artistica di Baglioni e che continua a offrire nuove possibilità di lettura, tra ricordi, sentimenti e cambiamenti personali.
Il concerto non sarà dunque soltanto una successione di successi, ma un itinerario attraverso le trasformazioni della musica e della vita. Perché le canzoni che accompagnano il pubblico nel corso degli anni finiscono spesso per diventare una sorta di archivio emotivo, legato a persone, luoghi e momenti che il tempo non cancella. La dimensione del gioco e della passione resta, del resto, una componente essenziale del rapporto di Baglioni con il proprio mestiere. “Arrivare a 75 anni e poter dire di aver giocato per quasi tutti e 75 gli anni è una gran cosa”, osserva il cantautore, sottolineando il valore di una vita trascorsa a coltivare la musica.