CANBERRA – La Coalizione ha confermato la propria contrarietà all’accordo di libero scambio tra Australia e Unione Europea, aprendo un nuovo fronte politico su un’intesa che il governo ritiene importante per ampliare l’accesso ai mercati europei.
L’accordo era stato raggiunto a marzo dopo otto anni di negoziati, ma deve ancora essere ratificato dal Parlamento.
Il portavoce Liberale al Tesoro Tim Wilson ha dichiarato oggi che, pur non essendo ancora stato presentato il testo legislativo, la Coalizione è al momento contraria all’intesa.
Wilson ha accusato il ministro del Commercio Don Farrell di aver condotto male i negoziati, sostenendo che il governo avrebbe dovuto ottenere condizioni migliori per l’Australia.
Il leader dei Nazionali Matt Canavan aveva già annunciato che il suo partito si sarebbe opposto all’accordo in Parlamento.
Farrell ha invitato invece i Liberali a non lasciarsi trascinare sulla posizione del partner minore della Coalizione, definendo un eventuale rifiuto dell’intesa una scelta dannosa per l’economia australiana.
In base all’accordo, l’Australia eliminerebbe il dazio del cinque per cento su numerosi prodotti europei, compresi automobili, abbigliamento, alimenti e bevande.
L’Unione Europea abolirebbe a sua volta i dazi su un’ampia gamma di prodotti australiani, tra cui minerali critici, manufatti e numerosi prodotti lattiero-caseari.
Le maggiori contestazioni provengono però dal settore agricolo, dove alcuni produttori sostengono che l’accesso al mercato europeo resti troppo limitato rispetto ai vantaggi concessi ai produttori dell’UE.
L’accordo consentirebbe all’Australia di esportare fino a 35mila tonnellate di carne bovina senza dazi, ma Canavan ha criticato il mantenimento di un’imposta del 50 per cento sull’acciaio australiano diretto nel mercato europeo.
Wilson ha sostenuto che il governo dovrebbe essere disposto ad abbandonare l’intesa se le condizioni non fossero sufficientemente favorevoli, nonostante gli anni di trattative.
Farrell ha invece sottolineato le opportunità offerte al settore ittico australiano, che vale circa 1,5 miliardi di dollari l’anno, e all’industria dei minerali critici.
Secondo il ministro, l’accordo potrebbe avere un valore complessivo di circa 30 miliardi di dollari.
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva descritto i negoziati come particolarmente difficili durante la sua visita a Canberra dello scorso marzo.