PERTH – Jordon Steele-John ha confermato che collaborerà con qualsiasi indagine su episodi specifici, mentre la sezione dei Verdi del Western Australia esamina una serie di accuse riguardanti il suo comportamento nei confronti delle donne.

In una lettera aperta pubblicata ieri sera sui social media, il senatore ha sostenuto di essere bersaglio da anni di una campagna denigratoria proveniente dall’interno del partito e ha accusato alcuni esponenti di aver trasformato elementi della sua storia personale in strumenti di lotta politica.

Secondo Steele-John, la diffusione delle informazioni sarebbe collegata alle prossime preselezioni dei Verdi.

“Questo è un tentativo di influenzare le future preselezioni del partito facendo trapelare deliberatamente informazioni fuori contesto o fuorvianti per screditare potenziali candidati e me stesso”, ha scritto.

Il senatore ha definito la vicenda “frazionismo”, sostenendo che non abbia nulla a che vedere con la richiesta di responsabilità all’interno del partito.

Steele-John, 32 anni, ha inoltre criticato il leader dei Verdi David Shoebridge, affermando che giovedì avrebbe cercato di indurlo a prendere un periodo di congedo dal gruppo parlamentare dopo che le contestazioni, riferite a un arco temporale tra il 2017 e il 2025, erano diventate pubbliche.

Il parlamentare ha precisato di non essere in congedo e di non aver approvato quella formulazione nella dichiarazione diffusa da Shoebridge.

Il leader dei Verdi, alla guida del partito da settembre, ha negato di essere stato precedentemente a conoscenza delle accuse.

La vicenda era emersa dopo che sette membri dei Verdi avevano scritto martedì sera a Shoebridge chiedendo un’indagine sul comportamento del collega in presenza di donne.

Steele-John ha respinto le contestazioni, osservando che gli autori della lettera non avrebbero fornito dettagli specifici. Ha tuttavia assicurato la propria disponibilità a partecipare a indagini su episodi chiaramente individuati.

Il senatore sostiene inoltre che la tempistica non sia casuale, poiché la lettera sarebbe stata inviata il giorno successivo alla definizione del calendario per la prossima preselezione.

Tra le questioni sollevate compare anche il soprannome “feels on wheels”, che Steele-John, affetto da paralisi cerebrale, sostiene fosse nato come insulto rivolto alla sua disabilità e alla sua emotività e che, nel tempo, sarebbe stato reinterpretato come riferimento a comportamenti inappropriati nei confronti delle donne.

Ha inoltre dichiarato di non sapere nulla di un presunto incidente di molestie sessuali avvenuto durante un evento elettorale dei Verdi nel 2024.

Un’altra contestazione, relativa a presunte gravi condotte a carattere sessuale, sarebbe invece collegata a una precedente relazione che il senatore ha definito abusiva. La polizia aveva indagato Steele-John senza formulare accuse.

Il parlamentare ha anche spiegato l’origine di un dossier di 47 pagine, redatto nel 2016 prima del suo ingresso in Parlamento, che secondo alcune ricostruzioni avrebbe fornito indicazioni ai responsabili della comunicazione dei Verdi per contenere eventuali polemiche mediatiche.

Steele-John sostiene invece che il documento fosse stato preparato per contrastare una precedente campagna basata su “voci ascoltate a metà” riguardanti un conflitto personale tra lui e due donne.