BRISBANE – Le modifiche fiscali e regolamentari varate o prospettate dal governo federale stanno mettendo le piccole imprese “sotto assedio”, secondo il premier del Queensland David Crisafulli, che ha rivolto un aspro attacco al ministro del Tesoro Jim Chalmers.

Nel suo annuale discorso “State of the State”, pronunciato oggi davanti a esponenti del mondo imprenditoriale, Crisafulli ha sostenuto che le aziende a conduzione familiare avrebbero bisogno di maggiore sostegno e non di nuovi ostacoli provenienti da Canberra.

Tra le misure contestate figurano la riforma della tassazione dei trust, l’eliminazione dei ricarichi sui pagamenti con carta, il previsto termine dell’ATO ai pagamenti delle imposte con carta di credito e le ipotesi di riduzione dei visti per lavoratori in vacanza.

Secondo il premier, l’insieme di questi interventi rischia di scoraggiare gli imprenditori e ridurre la loro disponibilità a continuare a investire e assumere personale.

Crisafulli ha criticato in particolare i cambiamenti previsti per i trust, sostenendo che molte famiglie li utilizzano legittimamente per proteggere il proprio patrimonio, trasmettere valore ai figli e sostenere l’occupazione.

Ha inoltre contestato la gestione delle carte di credito, osservando che l’abolizione dei ricarichi è stata inizialmente presentata come un vantaggio per i consumatori, mentre le imprese non avrebbero avuto modo di recuperare alcuni dei costi sostenuti.

A suo giudizio, il problema sarebbe stato aggravato dalla prospettiva che l’Australian Taxation Office smetta di accettare carte di credito per il pagamento delle imposte.

L’intervento giunge mentre il governo Crisafulli raggiunge questa settimana la metà del proprio mandato quadriennale.

Il premier ha ammesso che il Queensland continua ad affrontare quattro grandi problemi indicati come prioritari al momento dell’elezione del suo governo: criminalità giovanile, sanità, abitazioni e costo della vita.

Ha però sostenuto che in tutti e quattro i settori siano stati compiuti progressi dopo anni di peggioramento degli indicatori.

Nel suo intervento davanti al Centre for Economic Development Australia, Crisafulli ha anche denunciato quella che ha definito un’ingiustizia strutturale nella distribuzione della GST.

Il premier ha indicato in particolare l’accordo favorevole al Western Australia, sostenendo che Queensland, Victoria e New South Wales non ricevano un trattamento equivalente.

Secondo Crisafulli, il Queensland non starebbe beneficiando in misura adeguata della crescita economica e fiscale e dovrebbe quindi chiedere una revisione dei meccanismi di ripartizione.