WASHINGTON – Vladimir Putin avrebbe proposto un vertice a tre con Donald Trump e Xi Jinping da tenersi a novembre per discutere della guerra in Ucraina e negoziare una possibile soluzione al conflitto. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza del dossier.
Un incontro tra i leader di Russia, Stati Uniti e Cina, senza la partecipazione di Volodymyr Zelensky, rappresenterebbe un passaggio senza precedenti e alimenterebbe nuove preoccupazioni a Kiev e nelle capitali europee, già allarmate dal recente riavvicinamento tra Washington e Mosca.
La proposta arriva mentre i rapporti tra Trump e Zelensky attraversano una delle fasi più difficili dall’inizio della guerra. Nella notte tra sabato e domenica, l’Ucraina ha lanciato un d vasto attacco con droni contro il territorio russo, ignorando la richiesta del presidente americano di sospendere i raid contro le infrastrutture energetiche di Mosca.
Secondo il ministero della Difesa russo, oltre mille droni ucraini sarebbero stati intercettati. Tra gli obiettivi figura anche il terminal petrolifero di San Pietroburgo, con una capacità fino a 12,5 milioni di tonnellate all’anno. Sono stati colpiti inoltre un centro logistico e un data center collegato alla piattaforma russa VKontakte.
Trump ha ribadito di non voler adottare misure che possano allontanare la Russia dal tavolo negoziale. “Sono impegnato a negoziare la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, stupidamente, allontani la Russia dal tavolo delle trattative”, ha scritto su Truth Social, sostenendo che sarebbero stati compiuti “grandi progressi”.
Allo stesso tempo, il presidente americano ha nuovamente attaccato Zelensky, affermando che il leader ucraino “non vuole mettere fine a questa guerra, e probabilmente non l’ha mai voluto”.
Zelensky ha respinto le accuse e, intervistato da NBC News, ha avvertito che un eventuale schieramento degli Stati Uniti dalla parte della Russia rappresenterebbe “un errore storico”. Il presidente ucraino ha comunque confermato di avere parlato domenica con l’inviato americano Steve Witkoff e con Jared Kushner, definendo i contatti con Washington “ininterrotti” e assicurando che Kiev continua a lavorare per una soluzione diplomatica.
“Stiamo facendo tutto ciò che dipende da noi perché questo accada e perché la posizione americana sia forte e contribuisca ad avvicinare la pace”, ha scritto sui social.
Il confronto resta però acceso soprattutto sulla questione delle infrastrutture energetiche. Una settimana fa Trump aveva annunciato che Russia e Ucraina avrebbero accettato di sospendere reciprocamente gli attacchi contro impianti energetici. Né Mosca né Kiev avevano confermato formalmente l’intesa.
Secondo Zelensky, la Russia avrebbe invece continuato a colpire il settore energetico ucraino. “Da quando il presidente americano ha annunciato il cessate il fuoco energetico una settimana fa, la Russia ha deliberatamente attaccato 76 volte i settori energetico, petrolifero e del gas dell’Ucraina”, ha affermato.
Kiev, dopo una breve sospensione, ha ripreso gli attacchi a lungo raggio contro obiettivi russi. Trump aveva già definito “una vergogna” i raid ucraini contro le raffinerie, mentre la sua amministrazione ha recentemente sospeso alcune sanzioni sulle importazioni di diesel russo e concesso a Mosca una deroga rispetto ad altre misure economiche statunitensi.
Zelensky sostiene che queste decisioni rafforzino Putin e rappresentino “maggiore sostegno all’aggressione russa”.
Il presidente ucraino ha inoltre denunciato problemi nel sostegno americano sul piano tecnologico e dell’intelligence. Secondo Zelensky, l’accesso delle forze ucraine al sistema Starlink per guidare droni a corto raggio sarebbe stato limitato e, per tre giorni, Washington avrebbe sospeso la condivisione di informazioni utili a individuare in anticipo i lanci di missili balistici. L’amministrazione Trump ha negato di aver ordinato restrizioni a Starlink.
In un’intervista a Bloomberg, Zelensky ha accusato inoltre il presidente americano di esercitare pressioni sull’Ucraina affinché accetti condizioni favorevoli alla Russia. Ha però avanzato una nuova proposta: Kiev sarebbe pronta a fermare gli attacchi contro le raffinerie russe, come richiesto da Trump per contenere il prezzo del diesel, in cambio della consegna di ulteriori sistemi missilistici Patriot per rafforzare la difesa aerea ucraina.
Sul futuro dei rapporti con Washington, Zelensky mantiene comunque aperto uno spiraglio. Alla domanda se consideri ancora Trump un alleato dell’Ucraina, ha risposto: “Lo spero”.