CANBERRA – La Coalizione ha formalizzato una nuova politica sull’immigrazione che punta a ridurre sostanzialmente la crescita della popolazione connessa agli arrivi dall’estero, fissando per i primi due anni un obiettivo di entrata a 100mila persone nette l’anno evitando di produrre ripercussioni sui conti governativi.

Il piano di Liberali e Nazionali prevede poi un graduale aumento fino a circa 160mila nel quarto anno, livello comunque inferiore all’obiettivo di lungo periodo del Partito laburista, fissato a 225mila ingressi.

La proposta comprende inoltre una riduzione di circa 650mila titolari di visti temporanei nell’arco di quattro anni, mantenendo il programma permanente per lavoratori qualificati a 185mila posti annui.

Tra le altre misure figurano il taglio a 240mila degli ingressi annuali di studenti internazionali, la riduzione dei visti umanitari da circa 20mila a 10mila e l’allontanamento di circa 77mila non cittadini presenti illegalmente nel Paese.

La Coalizione intende anche limitare il cosiddetto visa hopping, imponendo in alcuni casi ai titolari di visto di lasciare l’Australia prima di poter presentare una nuova domanda.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha inoltre ribadito che i livelli migratori futuri dovranno essere agganciati alla capacità del Paese di costruire nuove abitazioni.

Secondo il modello proposto, il numero potrebbe crescere qualora aumentasse la disponibilità di case, mentre l’ingresso dovrebbe restare più contenuto quando l’offerta abitativa non riesce a tenere il passo.

Taylor sostiene che la politica rappresenterebbe un taglio di almeno il 70 per cento rispetto ai picchi registrati nel regime migratorio del Partito laburista.

Gli ultimi dati citati dall’Australian Bureau of Statistics (ABS) indicano una migrazione netta dall’estero pari a 292.100 persone nell’anno fino a marzo, in calo del 5,6 per cento rispetto all’anno precedente ma ancora sopra l’obiettivo governativo di 225mila.

La nuova impostazione viene annunciata mentre One Nation continua a spingere per restrizioni ancora più severe.

Il partito di Pauline Hanson ha proposto una migrazione netta negativa per tre anni, seguita da un limite di 130mila persone.

Dopo l’annuncio di Taylor fatto in conferenza stampa, Hanson ha accusato la Coalizione di adottare posizioni che One Nation sostiene da tempo, affermando che il piano di Taylor non farebbe altro che riprendere idee già avanzate dal suo partito.

Sul fronte opposto, il governo Laburista sta portando avanti un proprio irrigidimento delle regole migratorie.

Il ministro degli Interni Tony Burke ha annunciato controlli più rigorosi sulle domande di visto e misure rivolte a studenti internazionali, titolari di visti vacanza/lavoro, cambi di categoria di visto e persone senza status regolare.

La Coalizione punta invece a concentrare maggiormente il programma sulla migrazione qualificata, sostenendo che un ingresso più selettivo possa compensare parte degli effetti economici derivanti dalla riduzione complessiva degli arrivi.