MELBOURNE - Coles ha violato la legge sui consumatori inducendo in errore i clienti con sconti non genuini nella campagna promozionale “Down Down”.

Lo ha stabilito la Corte Federale, in una decisione che colpisce uno dei maggiori gruppi della grande distribuzione australiana e rafforza l’azione dell’Australian Competition and Consumer Commission contro le pratiche promozionali nei supermercati.

Il giudice Michael O’Bryan ha pronunciato la sentenza a Melbourne, accogliendo gran parte delle contestazioni dell’autorità garante. Secondo la corte, in 13 dei 14 cartellini promozionali presentati nel procedimento, lo sconto non era reale e avrebbe potuto ingannare un consumatore ordinario.

Il punto centrale riguarda il prezzo indicato come precedente. O’Bryan ha concluso che i prodotti non erano stati venduti al prezzo “was”, cioè al prezzo originario indicato sul cartellino, per un periodo ragionevole prima della promozione. Di conseguenza, il prezzo “Down Down” non poteva essere considerato un vero sconto rispetto a una base stabile.

L’ACCC aveva portato Coles in tribunale per i prezzi applicati a 245 prodotti comuni, tra cui carta da cucina, cibo per cani e yogurt, nel periodo tra febbraio 2022 e maggio 2023. L’accusa sosteneva che il supermercato avesse aumentato il prezzo di alcuni articoli per un breve periodo, per poi presentarli come scontati, anche quando i clienti finivano per pagare lo stesso prezzo regolare o persino di più.

Durante il procedimento, il legale dell’ACCC, Garry Rich, aveva descritto la pratica come parte di una campagna pianificata che avrebbe mascherato aumenti di prezzo da offerte. La Corte ha anche sentito riferimenti a una “corsa al ribasso” tra Coles e Woolworths per stabilire quanto breve potesse essere il periodo necessario a creare un prezzo più alto prima di applicare uno sconto.

Coles ha respinto l’idea di sconti falsi, sostenendo che gli aumenti fossero dovuti all’inflazione e ai maggiori costi dei fornitori. Ha anche affermato che i prodotti erano stati venduti in volumi rilevanti ai prezzi più alti prima della riduzione.

Il giudice ha però dato peso alle stesse regole interne di Coles, che nel gennaio 2022 prevedevano un periodo di 12 settimane per stabilire un prezzo precedente prima di una promozione “Down Down”. Un periodo più breve, ha osservato, non sarebbe stato considerato ragionevole dai consumatori.

Coles è stata assolta solo su un prodotto Nature’s Gift per cani, perché il cartellino non indicava un prezzo precedente. Una decisione su un caso simile contro Woolworths verrà presa più avanti.