ADELAIDE - L’esecutivo si prepara a rimuovere il divieto di fracking nel South East, riaprendo una questione politica e ambientale rimasta sospesa dal 2018.

La moratoria decennale era stata introdotta dall’allora governo Liberale dopo le forti preoccupazioni della comunità sull’uso della fratturazione idraulica in una zona agricola fondata su suoli calcarei e falde acquifere delicate.

Il fracking, tecnica usata per estrarre petrolio e gas naturale dal sottosuolo, è già consentito nel resto dello Stato. Il governo Malinauskas sostiene che l’eccezione del South East non sia più giustificata, soprattutto mentre crescono i timori sulla disponibilità di gas nel sud-est australiano. L’Australian Energy Market Operator prevede infatti un possibile deficit di forniture dal 2030.

Il premier Peter Malinauskas ospite di FIVEaa Radio ha affermato che lo Stato ha bisogno di più gas per sostenere la manifattura. Ha però precisato che il disegno di legge atteso in Parlamento la prossima settimana non autorizzerà direttamente il fracking. “Rimuove il divieto”, ha spiegato, permettendo alle compagnie minerarie di svolgere esplorazioni, studi scientifici e valutazioni sull’eventuale presenza di una risorsa economicamente sfruttabile. Solo dopo, ha aggiunto, inizierebbe il processo autorizzativo, con il coinvolgimento dei proprietari terrieri locali.

Malinauskas ha ammesso che la proposta “scompiglierà un po’ le acque” e ha detto di essere pronto a confrontarsi con la comunità del South East durante la visita a Mount Gambier. Il premier ha anche sostenuto che, se il fracking viene praticato in sicurezza dagli anni Sessanta in altre parti dello Stato, non avrebbe senso vietarlo altrove in modo assoluto.

Le critiche locali sono state immediate. L’ex sindaco del comune di Naracoorte Lucindale, Ken Grundy, accusa il governo di ignorare il valore agricolo del South East. Per Grundy, anticipare la fine della moratoria prima del 2028 è “assolutamente incredibile”.

Angus Ralton, presidente della Limestone Coast Protection Alliance, si dice scioccato e chiede a deputati locali e consiglieri comunali di opporsi alla modifica. Secondo lui, il rischio principale riguarda le falde acquifere, già utilizzate al limite. “Se Il Partito laburista vuole far entrare le compagnie del gas, useranno altra acqua: da dove arriverà?”, ha chiesto.

Anche l’opposizione invita alla cautela. Ben Hood, portavoce per Energia e miniere, sostiene che il governo debba consultare la comunità prima di procedere. Il voto alla Camera alta sarà il primo vero test politico della proposta.