ROMA - “Sarebbe un’Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura. E se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno, anche di orgoglio, è grazie a quello che fate”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale la Siae, l’associazione che da 145 anni raccoglie autori ed editori, per parlare del ruolo della cultura e della necessità di proteggere i diritti d’autore ancor più oggi che è entrata in scena l’intelligenza artificiale.

Proprio su questo aspetto tecnologico così dirompente il Capo dello Stato ha dedicato parte del suo discorso: “La SIAE ha attraversato tante stagioni diverse. I problemi sono sempre nuovi, particolarmente in questa stagione; mi rendo conto che quanto è stato detto sulla Intelligenza Artificiale pone una sfida totalmente nuova. C’è una riflessione di fondo preliminare: ogni volta che la scienza consegna all’umanità un’opportunità, uno strumento nuovo, pone anche davanti all’umanità un bivio, una scelta da compiere tra un uso positivo al servizio della persona o un uso perverso. Questa volta la sfida è particolarmente elevata, perché, per la prima volta, si tratta di chiamare in causa la sfera intellettiva; e questo, naturalmente, comporta benefici potenziali, ma anche insidie maggiori. Vi sono campi in cui certamente sarà di immensa portata il beneficio, come quello della sanità. In altri campi occorre che vi sia una regolamentazione seria. Naturalmente questo riguarda anche il comparto della tutela del diritto d’autore, dell’utilizzo rispettoso e non abusivo delle opere intellettuali, delle opere di arte, di cultura, di ogni genere, espresse dagli autori con loro creatività. Ed è naturalmente possibile fare anche regole nazionali o europee, più opportunamente. Sappiamo che, per alcuni aspetti, occorrerebbero regole globali perché la diffusione dell’utilizzo dello strumento sarà, inevitabilmente, a dimensione globale. E il clima, in questo momento, non è esattamente il migliore per regole globali condivise, ma speriamo che si ripristini sollecitamente.

Certamente è necessario, comunque, affrontare il tema e averlo presente, perché tocca, ripeto, i meccanismi che riguardano la coscienza del nostro Paese, che lo fanno crescere, sviluppare nella sua consapevolezza”.

Nel salone delle Feste del Quirinale Sergio Mattarella è stato circondato dall’affetto di personaggi del calibro di Paolo Sorrentino e Carlo Verdone in un colloquio che si è sviluppato tra il serio e l’informale, costellato da diversi sorrisi del presidente e più aperte risate del pubblico.

A rubare la scena è stato Diego Bianchi che, inusualmente in giacca e cravatta, ha scherzato con il capo dello Stato. “È rilassante non essere qui per consultazioni, incarichi, formazioni di governo e giuramenti, anche se devo dire che mi diverto sempre molto...non so lei. Secondo me - ha aggiunto il conduttore di “Propaganda live” - un po’ anche lei alla fine...”.