MANILA - Una raffica di colpi d’arma da fuoco ha scatenato il caos nel Senato delle Filippine, mentre le autorità cercavano di arrestare il senatore Ronald dela Rosa, ex capo della polizia nazionale e figura centrale nella campagna antidroga dell’ex presidente Rodrigo Duterte.
Nessuno è rimasto ferito, ma non è stato subito chiaro chi abbia sparato né per quale motivo.
La tensione è esplosa mentre agenti del National Bureau of Investigation tentavano di eseguire un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale. Dela Rosa, 64 anni, è accusato di crimini contro l’umanità per l’uccisione di almeno 32 persone tra luglio 2016 e aprile 2018, periodo in cui guidava la polizia durante la repressione contro la droga voluta da Duterte.
Lunedì, dopo mesi di assenza, il senatore era riapparso e alcuni colleghi lo avevano preso in “custodia protettiva”. Quando gli agenti hanno tentato di arrestarlo, dela Rosa è riuscito a raggiungere l’aula plenaria del Senato e ha chiesto l’aiuto degli altri senatori.
Diversi parlamentari erano ancora nell’edificio dopo una seduta quando i colpi sono stati uditi da giornalisti e personale. Uomini della sicurezza armati, compresi membri dell’esercito, hanno corso nei corridoi con le armi pronte, mentre ai dipendenti è stato poi chiesto di lasciare l’area.
Il presidente del Senato Alan Cayetano è comparso brevemente davanti ai giornalisti, senza poter chiarire l’accaduto. “Le emozioni qui sono alte - ha detto -. Questo è il Senato delle Filippine, e saremmo sotto attacco”. In precedenza, Cayetano aveva minacciato di citare per oltraggio gli agenti coinvolti nel tentativo di arresto.
Il ministro dell’Interno Juanito Victor Remulla Jr è arrivato più tardi con alti funzionari di polizia, spiegando di essere stato inviato dal presidente Ferdinand Marcos Jr per garantire la sicurezza dei senatori. Ha detto di non essere lì per arrestare dela Rosa, che è rimasto nell’edificio. Un’indagine dovrà ora stabilire chi abbia sparato, anche attraverso l’esame delle telecamere di sorveglianza.
Dela Rosa ha promesso di opporsi al mandato della Corte penale internazionale e ha invitato i suoi sostenitori a radunarsi al Senato per impedire l’arresto. “Non dobbiamo permettere che un altro filippino venga portato all’Aia”, ha detto, riferendosi a Duterte.
L’ex presidente è stato arrestato lo scorso anno e trasferito nei Paesi Bassi, dove resta detenuto in attesa di processo. Duterte aveva ritirato le Filippine dall’ICC nel 2019, ma la Corte sostiene di avere giurisdizione sui crimini commessi quando il Paese era ancora membro.