“La tecnologia è stata introdotta per risolvere una situazione paradossale. Allo stadio, 80mila e passa spettatori avevano la possibilità di vedere in tempo reale cosa fosse successo in campo, l’unica persona che non poteva era quella che doveva prendere le decisioni... Le strade erano due: o creavamo una comunità Amish all’interno dello stadio dove la tecnologia è bandita, oppure davamo la stessa possibilità anche agli arbitri. Investiamo milioni, sperando però che vengano ‘buttati via’: vorrebbe dire che gli arbitri hanno fatto un bel lavoro e non ne hanno avuto bisogno”. Sono le parole di Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitrale della FIFA, in una intervista alla Gazzetta dello Sport.
Sul cambiamento del ruolo dell’arbitro: “Dagli anni 90 a oggi è cambiato il calcio. I giocatori sono diversi, si va a una velocità molto superiore. E in tutto questo la tecnologia ha avuto un ruolo importante, arbitri compresi. Ricordo la finale Brasile-Germania, quando chiesi allo staff locale giapponese se potessero darmi le cassette Vhs con i video delle due squadre mi guardarono straniti. Oggi esiste Fifa AI Pro, sviluppato con Lenovo, che può fornire le informazioni utili per la preparazione”.
Si è discusso sull’episodio della spider-cam in Norvegia-Inghilterra. “È incredibile che non si riesca a convincere la gente che un pallone non abbia toccato alcun cavo... È stato mostrato un grafico in cui, quando il pallone viene toccato da un giocatore o un oggetto, si vede un picco. In tal caso si è visto un grafico piatto dal momento in cui il portiere ha rinviato il pallone fino al controllo dell’altro giocatore. C’è stata solo una leggera onda, legata all’aria. Stessa cosa per le rotazioni del pallone, e anche la telecamera è rimasta stabile. Ci sono strumenti tecnologici che ti permettono di chiarire certe cose”.
E in Portogallo-Croazia? “Anche qui il grafico parlava chiaro. C’è un picco quando tocca la testa dell’attaccante croato, poi linea piatta, e un altro picco quando tocca la schiena del difensore del Portogallo. Dato che il sistema non rileva il contatto con i capelli, il picco è determinato dal contatto con la testa”.
E ancora sulla tecnologia: “Uccide l’emozione? “È un falso storico. Sul fuorigioco c’è qualche secondo di attesa per la conferma, ma il giocatore esulta quando segna. E se il gol viene convalidato, c’è una seconda esultanza; se viene annullato, esulta la squadra avversaria. Trovo molto più giusto che l’emozione si basi su una decisione corretta, piuttosto che su un episodio destinato a essere discusso per settimane o decenni. Ancora oggi, a sessant’anni di distanza, ci si continua a chiedere se, nel gol dell’Inghilterra nella finale del 1966, il pallone abbia davvero oltrepassato la linea...”.