PAVIA - La Procura pavese ha deciso di proseguire con ulteriori accertamenti nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, in cui Andrea Sempio è accusato di essere il responsabile del delitto. Questa scelta comporterà un allungamento dei tempi investigativi: difficilmente si arriverà a una conclusione prima dell’autunno. Parallelamente, la nuova inchiesta mette in discussione la posizione di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per il caso, che ora punta alla revisione del processo conclusosi 11 anni fa con una condanna a 16 anni di carcere. 

Il procuratore Fabio Napoleone ha spiegato che l’indagine non è ancora chiusa e che, salvo sviluppi inattesi, serviranno ancora mesi prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, oggi 38enne e al centro dell’attenzione mediatica. 

Tra le nuove attività investigative, i pubblici ministeri hanno disposto una consulenza psichiatrica per verificare eventuali condizioni patologiche capaci di influire sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato. L’incarico è stato affidato allo psichiatra Roberto Catanesi. La decisione arriva dopo il deposito, da parte della difesa di Sempio, di numerose consulenze tecniche realizzate in tempi molto rapidi per contestare gli elementi centrali dell’accusa, tra cui la cosiddetta ‘traccia palmare 33’ e l’impronta della scarpa rinvenuta sulla scena del crimine. 

Secondo la Procura, poiché i termini delle indagini preliminari restano aperti fino al 28 settembre 2026, è stato ritenuto opportuno effettuare ulteriori verifiche. I consulenti tecnici del pubblico ministero dovranno quindi analizzare e valutare la solidità scientifica delle tesi presentate dagli esperti della difesa. 

Per quanto riguarda la consulenza psichiatrica, al professor Catanesi verrà fornita tutta la documentazione relativa a Sempio, compresi materiali già analizzati dai Carabinieri del Racis. L’obiettivo non è solo stabilire la capacità di intendere e di volere dell’indagato al momento dei fatti, ma anche verificare l’eventuale presenza di disturbi rilevanti ai fini dell’imputabilità e una possibile condizione di pericolosità sociale. 

I legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno espresso sorpresa per la scelta della Procura, sostenendo che si aspettavano un confronto sugli elementi oggettivi dell’indagine e non una ricerca di caratteristiche psicologiche che possano rendere plausibile un’accusa non ancora dimostrata. Cataliotti ha interpretato la decisione come un segnale di debolezza dell’accusa, ritenendo che i magistrati non si sentano abbastanza sicuri delle prove raccolte.