TEL AVIV – Continua il braccio di ferro tra Israele e la Global Sumud Flotilla, con un tribunale che ha alzato il livello del confronto prorogando di sei giorni, fino a domenica, la detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, i due attivisti prelevati dalle forze di sicurezza di Tel Aviv mentre si trovavano a bordo di due imbarcazioni battenti bandiera italiana nelle acque internazionali al largo dell’isola di Creta.
Una vicenda su cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio. I due, che secondo il giornale israeliano Haaretz sono considerati i leader della flottiglia, sono accusati di aver aiutato “il nemico in guerra, di appartenere a un’organizzazione terroristica, di essere in contatto con un agente straniero e di aver commesso altri reati”.
L’organizzazione a cui si fa riferimento è la PPA (Popular Conference for Palestinians Abroad), nella blacklist del dipartimento del Tesoro americano per sostegno a Hamas.
“Presenteremo immediatamente ricorso per contestare questa decisione e chiedere l’immediato e incondizionato rilascio di Thiago e Saif’’, hanno commentato a caldo gli avvocati del brasiliano Ávila e dell’ispano-palestinese Abukeshek, mentre il centro legale israeliano Adalah che li assiste ha bollato la decisione della corte “una convalida giudiziaria dell’illegalità dello Stato”. Le accuse “sono infondate” e “non sussistono basi legali per la detenzione”.
Oltretutto, ad oggi, si denuncia che non sono state ancora formalizzate le accuse: la detenzione sarebbe dunque finalizzata unicamente a prolungarne l’interrogatorio. Sul tavolo, come lasciano intendere anche alcuni media di Tel Aviv, ci sarebbero “prove segretate” che né gli attivisti né i loro legali hanno potuto visionare.
Intanto però Ávila e Abukeshek, che sono in sciopero della fame da giovedì scorso, rimangono in isolamento, sottoposti a illuminazione ad alta intensità 24 ore su 24 nelle loro celle. Vengono bendati ogni volta che vengono spostati, anche durante le visite mediche, hanno riferito gli avvocati. Da Roma, la delegazione Italia di Global Sumud Flotilla “rilancia l’appello per la costruzione di uno sciopero generale unitario contro la guerra, per la Palestina, per la liberazione di Saif e Thiago e di tutti i prigionieri politici palestinesi”, continuando a reclamare un intervento del governo italiano per “sanzionare” quello di Tel Aviv.
A Madrid intanto, il ministro degli Esteri José Manuel Álbares ha ricevuto la moglie di Abukeshek, mentre fonti diplomatiche spagnole hanno riferito che il console iberico a Tel Aviv ha partecipato all’udienza nel tribunale di Ashkelon, e assicurano che “continuerà a far visita” all’attivista in carcere. La Spagna esige la sua immediata liberazione e che siano rispettati tutti i suoi diritti.