SYDNEY - L’Australia incrementerà le proprie riserve di carburante sul territorio nazionale fino ad almeno 50 giorni di autonomia, nell’ambito di un pacchetto da 10 miliardi di dollari per la sicurezza energetica e dei fertilizzanti.
Il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato le misure oggi, alla conclusione di una riunione del Consiglio intergovernativo con i leader di Stati e Territori dedicata alla crisi dei carburanti.
Il piano prevede la creazione di una riserva permanente di proprietà pubblica, pari a circa un miliardo di litri, con un costo stimato di 3,2 miliardi di dollari. Il governo aumenterà inoltre di circa dieci giorni l’obbligo minimo di stoccaggio per i fornitori, per ogni tipo di carburante.
Altri 7,5 miliardi saranno destinati a un complesso per la sicurezza di carburanti e fertilizzanti, pensato per aumentare forniture e capacità di deposito attraverso prestiti, partecipazioni azionarie, garanzie e sostegni sui prezzi. Le nuove riserve dovranno includere gasolio e carburante per l’aviazione. Gli ultimi dati indicano che l’Australia dispone oggi di 43 giorni di benzina, 33 giorni di gasolio e 28 giorni di jet fuel.
Il governo finanzierà anche con 10 milioni di dollari studi di fattibilità su capacità di raffinazione nuove o ampliate. “Gli australiani possono essere certi che stiamo mettendo in campo tutto il possibile per fare la differenza e proteggere i loro interessi”, ha detto Albanese a Sydney.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha ricordato che l’Australia è tra i pochi Paesi dell’International Energy Agency privi di una riserva nazionale pubblica. Secondo Bowen, una scorta controllata dal governo avrebbe permesso di inviare carburante nelle aree colpite da carenze, e questo è il sistema che Canberra intende ora costruire.
L’NRMA ha accolto positivamente le misure. Il portavoce Peter Khoury ha detto che il piano “ha senso”, perché assegna al governo un ruolo diretto nella capacità di stoccaggio. Ha però ricordato che i governi hanno rinviato per anni il problema, nonostante avvertimenti chiari sulla vulnerabilità del Paese.
L’opposizione chiede di andare oltre. Angus Taylor sostiene che l’obbligo minimo dovrebbe arrivare ai 90 giorni previsti dagli accordi internazionali sull’energia. Il Climate Council, invece, critica l’impostazione del piano: per Amanda McKenzie, spendere 10 miliardi per poche settimane di carburante significa restare legati al petrolio estero, invece di accelerare su veicoli elettrici e indipendenza energetica.
Intanto il Victoria diventa il secondo Stato a garantirsi una scorta di gasolio, con 10 milioni di litri riservati all’agricoltura. Il Western Australia ha già concluso un accordo per almeno 4 milioni di litri nel Kimberley.