NEW YORK - Impresa storica di Yeman Crippa alla maratona di New York. L’azzurro conquista uno straordinario secondo posto con il tempo di 2h06:14, cedendo soltanto negli ultimi 400 metri allo svedese Andreas Almgren, vincitore in 2h06:01 al debutto sulla distanza.
Per il trentino delle Fiamme Oro si tratta del miglior piazzamento italiano nella prestigiosa corsa americana degli ultimi trent’anni, dalla vittoria di Giacomo Leone nel 1996. Crippa diventa il settimo azzurro a salire sul podio della Grande Mela, firmando anche la sesta prestazione cronometrica di sempre nella maratona più famosa del mondo.
A completare il podio maschile è Kamohelo Mofolo, giovane atleta del Lesotho che festeggia il 21° compleanno con il terzo posto in 2h06:26. Negli ultimi metri riesce a precedere di appena un secondo il keniano Benson Kipruto, vincitore dell’edizione precedente e quarto in 2h06:27.
Nella gara femminile, invece, Giovanna Epis chiude undicesima con il primato stagionale di 2h28:55. Il successo va alla keniana Sheila Chepkirui Kiprotich in 2h24:36, davanti alla statunitense Jessica McClain (2h24:42) e alla connazionale Hellen Obiri (2h24:43), vincitrice lo scorso anno.
Crippa è protagonista di una gara condotta con grande intelligenza tattica, sempre nelle prime posizioni e senza mai perdere il contatto con il gruppo dei battistrada. Nelle fasi iniziali il ritmo è relativamente prudente, anche per le difficoltà di un percorso particolarmente impegnativo. Dopo i primi dieci chilometri, però, l’andatura aumenta progressivamente, con frazioni di cinque chilometri percorse in meno di quindici minuti. L’azzurro mantiene un passo regolare, simile a quello espresso nella maratona di Parigi in primavera, e raggiunge la metà gara in 1h04:04.
Poco prima lo statunitense Zouhair Talbi prova a rompere gli equilibri con un’accelerazione, ma il gruppo riesce a ricompattarsi. Un secondo tentativo dello stesso atleta non produce effetti duraturi. Al 28° chilometro è invece l’etiope Deresa Gelata a cercare l’allungo, ma anche in questa occasione Crippa non si lascia sorprendere, gestisce lo sforzo e rientra rapidamente sui battistrada. La corsa resta aperta, con ben quindici atleti ancora in lotta nelle posizioni di vertice.
La selezione decisiva arriva tra il 35° e il 40° chilometro, quando Kipruto imprime un’accelerazione che permette soltanto a Crippa, Almgren e Talbi di mantenere il contatto. Il gruppo si sfalda e la sfida per la vittoria entra nella fase più intensa. Negli ultimi due chilometri anche Kipruto perde terreno, lasciando Crippa e Almgren a contendersi il successo. L’italiano risponde agli attacchi dello svedese e rimane al suo fianco fino alle battute conclusive. A circa 400 metri dal traguardo, però, Almgren trova l’accelerazione decisiva e riesce a staccarlo, conquistando la vittoria in 2h06:01, ad appena quattro secondi dal record nazionale svedese.
Crippa taglia il traguardo tredici secondi più tardi, completando una prestazione di altissimo livello anche dal punto di vista cronometrico. Il suo negative split, con una prima metà percorsa in 1h04:04 e una seconda in 1h02:10, testimonia la capacità di aumentare il ritmo nella parte più difficile della gara. Il tempo di 2h06:14 rappresenta inoltre la terza migliore prestazione della carriera dell’azzurro, ottenuta su uno dei percorsi più impegnativi del circuito internazionale.
Il risultato assume ulteriore valore storico: è il primo uno-due europeo nella maratona maschile di New York dopo 42 anni, dall’edizione del 1984, quando Orlando Pizzolato precedette il britannico David Murphy. Crippa riporta inoltre un italiano sul podio della Grande Mela a cinque anni dal terzo posto di Eyob Faniel nel 2021, confermando il proprio valore tra i migliori specialisti internazionali della distanza.
Nella gara femminile arriva un’altra prestazione positiva per l’atletica italiana. Giovanna Epis, portacolori dei Carabinieri, conclude all’undicesimo posto in 2h28:55, stabilendo il proprio primato stagionale e mancando la top ten per appena sei secondi. Davanti a lei, tra le europee, soltanto la tedesca Konigstein, decima in 2h28:49. Per la maratoneta veneziana si tratta di un risultato significativo, che le permette di correre sotto le due ore e trenta minuti per il nono anno consecutivo.
Epis affronta la prima parte della prova cercando di contenere il distacco dal gruppo di testa, composto soprattutto da atlete keniane e statunitensi. Dopo un passaggio a metà gara intorno a 1h14, l’azzurra perde progressivamente terreno rispetto alle battistrada, ma riesce a mantenere una buona regolarità. Dal 35° chilometro comincia una rimonta che la porta dal sedicesimo al tredicesimo posto, fino all’undicesima posizione conservata sul traguardo.
Davanti, la vittoria si decide al termine di un confronto serratissimo tra alcune delle grandi protagoniste della maratona internazionale. La keniana Sheila Chepkirui Kiprotich riesce a imporsi in 2h24:36, resistendo ai ripetuti tentativi di sorpasso della connazionale Hellen Obiri, vincitrice dell’edizione precedente. Nel finale Obiri perde anche la seconda posizione, superata dalla statunitense Jessica McClain, che chiude in 2h24:42. La keniana completa il podio in 2h24:43, appena un secondo più tardi.