BRUXELLES - La Commissione Europea monitora con estrema attenzione i mercati energetici per scongiurare possibili carenze di carburante per aerei, mentre il protrarsi della crisi nello Stretto di Hormuz continua a alimentare tensioni nel settore dei trasporti.

Nonostante il clima di incertezza, Bruxelles rassicura: al momento non ci sono segnali di carenze sistemiche che possano giustificare un’ondata di cancellazioni di voli. 

La portavoce della Commissione per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha confermato che il Gruppo di coordinamento per il petrolio (Ocg) si è riunito per valutare l’impatto del conflitto in Medio Oriente. Sebbene le raffinerie europee coprano circa il 70% del fabbisogno interno di cherosene, il restante 30% dipende dalle importazioni che transitano proprio lungo le rotte ancora a rischio. 

“Ci stiamo preparando a possibili carenze di approvvigionamento, che rimangono motivo di preoccupazione”, ha spiegato Itkonen, precisando però che l’Unione dispone di robuste difese.

La legislazione europea impone infatti agli Stati membri di detenere riserve strategiche per 90 giorni, sia di petrolio greggio che di prodotti raffinati. Spetta ai singoli governi nazionali decidere la quota di queste scorte da destinare specificamente al carburante per aerei, che può essere rilasciata in caso di necessità per stabilizzare il mercato. 

Parallelamente alla gestione dell’emergenza cherosene, Bruxelles sta preparando una strategia più ampia per ridurre la dipendenza energetica e contenere i prezzi. Secondo una bozza del piano Save Energy EU, che l’esecutivo presenterà ufficialmente il 22 aprile, la Commissione punta a incentivare una riduzione volontaria della domanda, concentrandosi in particolare sui settori dei trasporti e del riscaldamento residenziale. 

Il piano prevede una serie di misure suggerite per cittadini e autorità locali, a partire dalla mobilità urbana, attraverso agevolazioni per i trasporti pubblici, riduzione dei limiti di velocità e organizzazione di giornate senza auto.  

Sul fronte dell’efficienza domestica, si punta alla riduzione delle temperature di riscaldamento, mantenendo le caldaie a condensazione sotto i 60°C, e all’ottimizzazione dei sistemi di ventilazione e refrigerazione per negozi e uffici. Infine, il settore pubblico è chiamato a dare il buon esempio tramite la regolazione intelligente dell’illuminazione e della temperatura negli edifici statali. L’obiettivo dichiarato è quello di spostare i consumi dalle ore di picco ad altri momenti della giornata, riducendo la pressione sulla rete e sui mercati. 

Per mitigare l’impatto sociale di questa fase di tensione, la Commissione prevede il lancio della EU Save Energy Now Facility, un fondo (la cui cifra è ancora in fase di definizione) destinato a sostenere imprese e famiglie. 

Tra le misure allo studio figurano voucher energetici, schemi di leasing sociale e finanziamenti agevolati per tecnologie pulite. Gli Stati membri avranno inoltre la possibilità di estendere le tariffe sociali e ridurre temporaneamente le accise sull’elettricità per le fasce più vulnerabili della popolazione.  

Per coordinare questi interventi, verrà istituita una specifica Task Force, incaricata di garantire che la risposta europea alla crisi sia rapida, mirata e trasparente.