WASHINGTON - Una fuga di notizie interna al Pentagono scuote le fondamenta dell’Alleanza Atlantica. Secondo un’email riservata rivelata oggi dall’agenzia Reuters, l’amministrazione Trump starebbe valutando una serie di opzioni punitive contro gli alleati Nato ritenuti “non collaborativi” nella guerra in corso contro l’Iran.
Al centro della disputa c’è il rifiuto di concedere i cosiddetti ABO (Access, Basing and Overflight): i diritti di accesso, uso delle basi e sorvolo.
Il documento del Dipartimento della Difesa indica esplicitamente la Spagna come bersaglio principale. Madrid ha vietato l’uso delle basi strategiche di Rota e Morón, oltre al proprio spazio aereo, per operazioni offensive contro Teheran, motivando la scelta con la necessità di rispettare il diritto internazionale.
Secondo l’email, la sospensione della Spagna da incarichi prestigiosi in ambito Nato avrebbe un impatto operativo limitato per gli Usa, ma un peso simbolico enorme. L’obiettivo sarebbe “diminuire il senso di pretesa degli europei” nei confronti della protezione statunitense. Solo pochi giorni fa, Trump aveva attaccato duramente su Truth il premier Pedro Sánchez: “I loro conti sono orrendi, nonostante il contributo quasi nullo alla Nato”.
L’indiscrezione più clamorosa riguarda però il Regno Unito. Per punire la riluttanza del primo ministro Keir Starmer (definito da Trump “nessun Winston Churchill”), l’amministrazione starebbe valutando di ritirare il sostegno diplomatico alle “posizioni imperiali” europee, con riferimento esplicito alle Isole Malvinas/Falkland.
La mossa favorirebbe le rivendicazioni dell’Argentina di Javier Milei, considerato da Trump un alleato chiave, riaprendo una ferita diplomatica che risale alla guerra del 1982.
Interpellato sulla vicenda, l’addetto stampa del Pentagono, Kingsley Wilson, non ha smentito il contenuto del messaggio: “Nonostante tutto ciò che gli Stati Uniti hanno fatto, gli alleati non ci sono stati vicini. Faremo in modo che il presidente disponga di opzioni credibili per garantire che i nostri alleati non siano più una tigre di carta, ma che facciano la loro parte”.
La reazione del governo spagnolo è arrivata da Nicosia, dove è in corso il Consiglio Europeo informale. Il premier Pedro Sanchez ha respinto con fermezza le indiscrezioni: “Non lavoriamo sulle e-mail, ma sui documenti ufficiali. La posizione della Spagna è chiara: collaborazione assoluta con gli alleati, ma sempre nell’ambito del diritto internazionale”.