NEW YORK – La visita di Delcy Rodríguez negli Stati Uniti segna una nuova fase dell’apertura internazionale del Venezuela, con un’agenda che affianca alla partecipazione alla 81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite una serie di incontri economici e finanziari.
La presidente incaricata venezuelana è arrivata lunedì a New York e, nella stessa giornata, ha incontrato i vertici del Banco Interamericano de Desarrollo (BID), del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e del Gruppo Banca Mundiale. Martedì è inoltre previsto un incontro con il presidente statunitense Donald Trump.
Rodríguez è atterrata all’aeroporto di Teterboro, nel New Jersey, dove è stata ricevuta dal vicepresidente per l’Economia Calixto Ortega, dal viceministro primo degli Esteri e del Commercio internazionale Oliver Blanco e dall’incaricato d’affari degli Stati Uniti in Venezuela, John Barrett. La presenza di un rappresentante statunitense all’arrivo sottolinea il nuovo canale diplomatico tra Caracas e Washington.
"Siamo arrivati a New York con la fermezza e la speranza di un popolo che crede nell’incontro e nell’unione tra le nazioni", ha scritto Rodríguez sui social. La presidente ha aggiunto che il Venezuela sarà presente all’Assemblea generale "per portare la propria voce e difendere i propri principi", con un’agenda fondata "sul rispetto, sulla cooperazione e sulla comprensione".
Uno degli elementi centrali della giornata è stato il riavvicinamento ai principali organismi finanziari multilaterali. Rodríguez ha incontrato il presidente del BID, Ilan Goldfajn, e il vicepresidente dell’istituzione, Everett Eissenstat, per discutere i meccanismi di cooperazione tecnica e finanziaria tra il Venezuela e l’organismo.
Successivamente la presidente incaricata ha incontrato la direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, e il presidente del Gruppo Banca Mondiale, Ajay Banga. Secondo le informazioni diffuse sull’incontro con Georgieva, tra i temi affrontati figurano anche i meccanismi per l’accesso ai Diritti speciali di prelievo (DSP) del Venezuela, il cui valore è stimato intorno ai 4,5 miliardi di dollari.
Gli incontri fanno parte di un processo di riattivazione dei rapporti con le istituzioni finanziarie internazionali. Il Venezuela ha ristabilito formalmente i rapporti con FMI e Banca Mondiale nell’aprile 2026 e con il BID nel giugno dello stesso anno.
La ricerca di nuovi canali finanziari si accompagna all’apertura verso il capitale straniero, soprattutto nei settori dell’energia e delle risorse naturali.
Sabato scorso, a Caracas, Rodríguez aveva guidato la firma di un memorandum d’intesa tra la compagnia petrolifera statale PDVSA e TotalEnergies E&P New Ventures, filiale del gruppo energetico francese TotalEnergies. L’accordo prevede una cooperazione strategica nel settore degli idrocarburi, anche se non sono stati resi pubblici dettagli su importi, giacimenti o eventuali nuovi progetti.
Il memorandum si inserisce nella strategia del governo di attirare nuovi investimenti attraverso il nuovo quadro normativo sugli idrocarburi. Rodríguez ha sostenuto che la legislazione venezuelana offre condizioni giuridiche per favorire l’arrivo di capitali nel settore.
Il passaggio politico più atteso della visita sarà però l’incontro di martedì 22 settembre tra Rodríguez e Donald Trump, annunciato dalla Casa Bianca. Sarà il primo incontro personale tra i due e arriva dopo il profondo cambiamento nei rapporti tra Washington e Caracas seguito alla cattura di Nicolás Maduro nel gennaio scorso, detenuto in un carcere a pochi chilometri da New York.