NEW YORK – L’Australia ha aderito a un appello internazionale per rafforzare il controllo sull’espansione dell’intelligenza artificiale, chiedendo nuove garanzie affinché i sistemi più avanzati restino sottoposti alla supervisione umana e operino nel rispetto del diritto internazionale.

La dichiarazione congiunta, firmata da oltre venti leader tra cui il primo ministro Anthony Albanese, è stata diffusa alla vigilia dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove le regole sull’IA saranno tra i temi centrali del confronto.

“L’intelligenza artificiale deve restare sotto direzione, supervisione e controllo umano. Deve essere sviluppata e utilizzata in conformità con il diritto internazionale”, afferma il documento.

I firmatari avvertono che la velocità con cui stanno evolvendo i modelli più avanzati potrebbe superare la capacità dei governi e delle istituzioni di far fronte ai nuovi rischi.

Accanto all’Australia hanno aderito, tra gli altri, il primo ministro canadese Mark Carney, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Albanese è atteso a un incontro bilaterale con von der Leyen a margine dei lavori dell’ONU.

La dichiarazione riconosce le potenzialità economiche e scientifiche dell’intelligenza artificiale, ma sottolinea che i benefici non devono essere accompagnati da nuovi rischi per la sicurezza né ampliare le differenze tra Paesi nell’accesso alla tecnologia.

Particolare attenzione viene dedicata alla possibilità che alcuni sistemi siano capaci di aggirare le protezioni previste e ottenere accesso non autorizzato ad altre infrastrutture digitali.

Per questo motivo i firmatari chiedono alle aziende del settore di adottare protocolli di sicurezza trasparenti e ai governi di lavorare alla definizione di standard comuni.

Il documento invita inoltre le Nazioni Unite a valutare la creazione di un organismo internazionale incaricato di elaborare criteri condivisi sull’intelligenza artificiale.

Prima dell’Assemblea generale, Albanese interverrà anche al vertice Partners for Multilateralism, International Law, Peace and Prosperity, al quale prenderanno parte tra gli altri Carney, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.

Nel suo intervento, il primo ministro australiano sosterrà che nessun Paese può fronteggiare isolatamente le principali crisi internazionali.

Tra le sfide indicate figurano la guerra in Medio Oriente, il conflitto in Europa, l’inflazione globale, il caro carburanti e l’ascesa dell’intelligenza artificiale.

Albanese utilizzerà inoltre il vertice per sostenere la candidatura dell’Australia a un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per il biennio 2029-2030.

Canberra e la Finlandia sono finora le due candidate ai posti assegnati al gruppo dell’Europa occidentale e degli altri Paesi. Il voto è previsto per la metà del 2028.

Nella propria campagna diplomatica, il governo australiano intende valorizzare sia il divieto dei social media per i minori di 16 anni sia le iniziative adottate per limitare i rischi derivanti dall’intelligenza artificiale.