ROMA - La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro delle Vedove e il ristoratore Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. La decisione ha provocato la protesta del Movimento 5 Stelle, che in Senato ha occupato i banchi del governo esponendo cartelli con la scritta “Fuori le chat”.
La protesta è esplosa durante i lavori d’Aula. I senatori pentastellati si sono alzati dai propri posti e hanno raggiunto i banchi del governo, urlando “Vergogna” tra le proteste dei senatori di Fratelli d’Italia, che hanno risposto con “Buffoni”.
Uno dei parlamentari si è avvicinato al capogruppo M5S Luca Pirondini e gli ha strappato il cartello, prima di essere allontanato. La presidente di turno ha sospeso la seduta e invitato i commessi a intervenire.
Poco prima, Pirondini aveva annunciato lo stop alla partecipazione del gruppo ai lavori. “Il gruppo del Movimento 5 Stelle non voterà questo emendamento”, ha detto, accusando la maggioranza di avere negato alla Procura l’acquisizione delle chat tra Delmastro e “una persona coinvolta con la camorra”.
Poi l’attacco sui social: “Non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la Procura di Roma possa acquisire quelle chat”.
La vicenda riguarda l’inchiesta sulla cosiddetta “bisteccheria d’Italia” e i rapporti tra Delmastro e Caroccia. Le opposizioni accusano la maggioranza di avere ostacolato il lavoro dei magistrati, mentre la relazione della Giunta arriverà nell’Aula della Camera giovedì 30 luglio, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha parlato di uno “scudo” per Delmastro. “La Procura di Roma per proseguire le indagini voleva acquisire le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, eppure il centrodestra di Meloni ha detto no”, ha detto in un video. “Cosa temono, cosa hanno da nascondere?”, ha aggiunto, accusando la maggioranza di avere “perso un’altra volta la faccia” dopo il caso Santanchè.
Critiche arrivano anche dal Partito democratico. Il deputato Federico Gianassi parla di una decisione “di estrema gravità”, che a suo giudizio ostacola le indagini anche nei confronti di soggetti ai quali sono contestati reati aggravati dall’agevolazione mafiosa. “Giorgia Meloni aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno”, afferma Gianassi, sostenendo che “oggi dimostrano di fare esattamente il contrario”.
Dura anche Alleanza Verdi e Sinistra. Angelo Bonelli accusa la maggioranza di avere impedito ai magistrati di acquisire elementi utili all’accertamento della verità. “La legge, per la destra, si applica a corrente alternata: severa con i cittadini, indulgente con gli amici”, dice.
Il caso approderà ora nell’Aula di Montecitorio, dove le opposizioni annunciano battaglia contro la decisione.