L’AVANA – Le condizioni di Alessandro Di Battista, dopo il malore che l’ha portato al ricovero in un ospedale cubano, sono stabili. È vigile, comunica attraverso i social, ma il suo stato di salute è ancora critico, tanto da rendere impossibile, per ora, il rientro in Italia.
L’ex grillino, sull’isola caraibica per scrivere una serie di reportage, si trova attualmente in una struttura dell’Avana, ma ancora non ha ricevuto una diagnosi e una prognosi precise. È atteso l’arrivo della compagna e di due medici dell’ospedale Gemelli di Roma – un neurochirurgo e un rianimatore – per valutare le condizioni cliniche.
Secondo quanto dichiarato dai sanitari cubani, per ora Di Battista resterebbe lì, dal momento che non è stata ancora conclusa la valutazione clinica per il fit to fly, ossia la trasportabilità in aereo,
Accanto a lui, a L’Avana, c’è anche Luca Di Giuseppe, il presidente di Schierarsi, la sua associazione. Attraverso un comunicato, “ringrazia tutti coloro che, in questi giorni molto complessi, hanno fatto sentire il loro amore al nostro Alessandro Di Battista e invita a non dare rilevanza né a divulgare qualsiasi forma di notizia non confermata dalla sua famiglia. Ci teniamo a far sapere a tutti che Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica”.
Anche la comunità del M5s è in grande apprensione, con Giuseppe Conte in contatto costante sia con la Farnesina, sia con la famiglia dell’ex deputato e il suo entourage: ci sarebbe anche lui dietro l’invio, a Cuba, degli specialisti del Gemelli (ospedale privato legato all'Università Cattolica).
Lo stesso Movimento si è offerto di sostenere il viaggio di rientro, ma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che la Farnesina se ne sta già occupando. “Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di farlo rientrare e stiamo lavorando per quello", ha dichiarato.
Il capogruppo M5s alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha risposto indignato alle polemiche su un ipotetico rientro con volo di Stato. “Infamità – ha scritto su Facebook –. Nel 2026 sono già stati effettuati 57 voli per cittadini italiani all’estero, con un protocollo che si attiva con diversi criteri che comprendono la gravità clinica. Quindi non ci sarebbe nessun trattamento di favore. Nessuno”.
Tra i tanti attestati di vicinanza, sono arrivati quelli del giornalista Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano, Giorgia Meloni, Mimmo Lucano e Matteo Renzi. Quest’ultimo si augura “di poter di nuovo...litigare di brutto con lui come ai vecchi tempi”.