CANBERRA – Pauline Hanson ha difeso il piano di One Nation per consentire a milioni di australiani di utilizzare una parte dei futuri contributi alla superannuation per far fronte alle spese connesse alla casa, nonostante le critiche degli economisti, secondo cui la misura potrebbe aggravare l’inflazione.
La proposta permetterebbe ai lavoratori che pagano un affitto o un mutuo di destinare al reddito disponibile un quarto dei contributi obbligatori per un massimo di tre anni.
I datori di lavoro continuerebbero a versare il 12 per cento previsto dal sistema, ma i fondi pensionistici trasferirebbero il 3 per cento direttamente ai partecipanti, lasciando il restante 9 per cento nella superannuation.
Secondo le stime, circa sette milioni di australiani potrebbero essere interessati.
Hanson ha sostenuto che le famiglie devono poter scegliere come utilizzare il proprio denaro durante una fase di forte aumento del costo della vita.
“Le persone vengono spinte fuori dalle loro case in affitto”, ha dichiarato oggi, citando famiglie costrette a vivere in automobile, in tende o presso amici e parenti.
La leader di One Nation ha inoltre assicurato che il partito non intende ridurre il livello dei contributi obbligatori e ha definito la proposta neutrale rispetto all’inflazione.
Il deputato Barnaby Joyce ha sostenuto che gli effetti sarebbero limitati perché, pur non essendo previste soglie di accesso, molte persone sceglierebbero di non aderire se non si trovassero in difficoltà.
Gli economisti contestano però questa valutazione.
Jason Tian, economista della Swinburne University, ha avvertito che un ricorso ampio alla misura potrebbe immettere miliardi di dollari ogni anno nei consumi delle famiglie, mantenendo più elevata l’inflazione e rendendo più difficile il compito della Reserve Bank.
Secondo Tian, ciò potrebbe tradursi in tassi più alti più a lungo, penalizzando proprio i titolari di mutui che la proposta intende aiutare.
L’economista indipendente Saul Eslake ha ricordato che decenni di esperienza mostrano come aumentare la capacità di spesa destinata all’abitazione tenda a spingere verso l’alto i prezzi delle case.
Mary Delahunty, CEO dell’Association of Superannuation Funds of Australia, ha definito il piano “economicamente disastroso”, sostenendo che ulteriori risorse immesse in un’economia con inflazione elevata finirebbero per far lievitare i prezzi.
Il Super Members Council stima inoltre che un lavoratore con reddito mediano che utilizzasse il 3 per cento dei contributi per tre anni a partire dai 25 anni arriverebbe alla pensione con circa 25mila dollari in meno.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha accusato One Nation di voler indebolire la sicurezza economica dei lavoratori, mentre la vice leader dell’opposizione Jane Hume ha riconosciuto che restano diversi interrogativi, pur sottolineando che possedere la propria abitazione resta uno dei principali elementi di sicurezza economica nel momento in cui il lavoratore va in pensione.