MELBOURNE – Erin Patterson conoscerà oggi l’esito del ricorso contro le condanne per il pranzo fatale con un piatto di funghi velenosi, con la possibilità che la Corte d’Appello del Victoria disponga un nuovo processo o annulli completamente i verdetti.

La 52enne non dovrebbe essere presente in aula quando i giudici Stephen McLeish, Lesley Taylor e Peter Kidd pronunceranno la decisione questa mattina.

Seguirà invece il procedimento da remoto dal Dame Phyllis Frost Centre, il carcere nella zona occidentale di Melbourne dove sta scontando l’ergastolo.

Patterson sostiene di essere stata vittima di un grave errore giudiziario dopo che una giuria l’ha riconosciuta colpevole dell’omicidio di tre invitati e del tentato omicidio di un quarto.

Secondo il verdetto, aveva deliberatamente servito il manzo alla Wellington contenente funghi death cap, altamente velenosi, agli ex suoceri Don e Gail Patterson, entrambi di 70 anni, e alla sorella di Gail, Heather Wilkinson, 66.

I tre morirono dopo il pranzo del luglio 2023 nella casa di Patterson a Leongatha, nel Victoria regionale. Ian Wilkinson, marito di Heather, si ammalò gravemente ma sopravvisse.

Nel ricorso, I legali della donna hanno chiesto l’annullamento delle condanne sostenendo che il processo fosse stato compromesso da circostanze tali da determinare un errore giudiziario.

Tra gli elementi contestati figurano la decisione, definita “catastrofica”, di alloggiare i giurati nello stesso hotel dell’investigatore principale e il controinterrogatorio subito da Patterson, descritto dalla difesa come “ingiusto e oppressivo”.

Il massimo rappresentante della procura del Victoria ha respinto queste argomentazioni, sostenendo che non abbiano fondamento.

La procura ha inoltre presentato un proprio ricorso chiedendo una pena più severa.

Patterson è stata condannata all’ergastolo con un periodo minimo di 33 anni prima di poter chiedere la libertà condizionale, ma Brendan Kissane ha sostenuto che la natura del tradimento nei confronti degli invitati renda manifestamente inadeguata qualsiasi prospettiva di rilascio.

Se il ricorso della donna sarà accolto, la Corte potrebbe ordinare un nuovo processo oppure assolverla completamente dalle condanne per omicidio e tentato omicidio.

Se invece verrà respinto, i giudici potranno lasciare invariata la pena oppure accogliere il ricorso della procura e imporre una condanna ancora più pesante.