KIEV - Una nuova e devastante ondata di raid russi ha colpito diverse città dell’Ucraina, provocando almeno sette morti e 67 feriti. L’attacco, condotto con droni e missili Kh-31P e Kh-59/69, si è accanito in particolare su Odessa, già duramente bersagliata nei giorni scorsi. 

Nella città portuale si registrano due vittime e otto feriti (con alcune fonti locali che indicano fino a dieci feriti complessivi). Tra le vittime figura una donna, colpita mortalmente dalle schegge mentre passeggiava in un parco con i propri figli, che sono fortunatamente sopravvissuti e stanno ricevendo assistenza medica e psicologica. 

Secondo il capo dell’Amministrazione militare regionale, Oleh Kiper, l’attacco ha preso di mira deliberatamente le infrastrutture civili, innescando diversi incendi. Il Servizio statale di emergenza ucraino ha riferito che l’impatto dei missili ha gravemente danneggiato un edificio residenziale di tre piani, asili nido, istituzioni religiose, automobili e altre strutture cittadine. Sul posto, dove è intervenuto anche il vicecapo dei vigili del fuoco Serhiy Krasylenko, è stato istituito un quartier generale operativo per coordinare i soccorsi e l’assistenza alla popolazione. 

La scia di sangue causata dai raid russi ha lambito l’intero Paese, colpendo duramente la regione di Zaporizhzhia, dove tre persone sono rimaste uccise e cinque sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Nel Donetsk il bilancio provvisorio è di un morto e 14 feriti, mentre a Kharkiv si registrano ugualmente un morto e 14 feriti. 

La risposta militare di Kiev è scattata nella notte, concentrandosi sulla penisola occupata della Crimea e sulle rotte marittime commerciali utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni. Secondo quanto riportato da media russi e ucraini, le forze di Kiev hanno sferrato un massiccio attacco con droni che ha preso di mira e colpito sette petroliere della flotta ombra russa nel Mar Nero. 

L’operazione ha innescato violente esplosioni e incendi in diverse località della Crimea, a partire da Kerch, dove il canale Telegram Exilenova Plus ha documentato forti deflagrazioni durante la notte e, secondo il canale filo-ucraino Crimean Wind, i droni hanno provocato estesi roghi presso la locale stazione ferroviaria, avvolgendo dalle fiamme magazzini e vagoni merci.  

La medesima fonte ha segnalato una serie di esplosioni nella prima mattinata anche nel villaggio di Koktebel, nella Crimea sud-orientale, e nella vicina città di Feodosia, confermando l’ampio raggio dell’azione dei droni ucraini che trova riscontro anche nelle rilevazioni diffuse dal canale televisivo Supernova Plus.