GENOVA - È morta nella notte all’ospedale Gaslini di Genova la bambina di undici anni rimasta bloccata sott’acqua in una piscina a Sestri Levante, dopo che i capelli sarebbero stati aspirati dal bocchettone dell’impianto.
A comunicarlo è stata la direzione sanitaria dell’istituto pediatrico genovese. La piccola era arrivata in ospedale in condizioni disperate, dopo essere stata soccorsa e rianimata sul posto e poi trasferita in elicottero al Gaslini.
Il decesso è stato dichiarato nella notte, al termine del periodo di osservazione e degli accertamenti clinici previsti dal protocollo.
I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi della figlia. Il Gaslini ha espresso “profonda gratitudine” per una scelta capace di trasformare “un vuoto incolmabile in speranza concreta per altre famiglie”.
Secondo una prima ricostruzione, la bambina sarebbe rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei Bagni Segesta, a Sestri Levante, restando sott’acqua per un tempo non ancora precisato. A tuffarsi per soccorrerla sarebbe stato il proprietario dello stabilimento, dopo l’allarme lanciato da alcuni clienti.
Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere interne e la piscina è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente e sul funzionamento dell’impianto.
Il caso riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle piscine. Secondo la Società italiana di medicina ambientale (Sima), con la morte della bambina salgono a 75 i decessi registrati nelle piscine italiane dal 2022 a oggi, considerando piscine private, strutture aperte al pubblico, parchi termali e strutture ricettive.
La Sima parla di una media di 16 decessi l’anno, ancora molti, sebbene in calo rispetto ai circa 30 annui rilevati dall’Istituto superiore di sanità nel periodo 2017-2021. Ai casi in piscina si aggiungono ogni anno in Italia circa 400 morti per annegamento in mare, laghi, fiumi e torrenti.
Il presidente della Sima Alessandro Miani richiama alla prudenza: i minori, sottolinea, devono essere sempre sorvegliati dai genitori, anche quando non sono in acqua ma si trovano vicino alla piscina. L’associazione invita inoltre a scegliere strutture con personale addetto alla sorveglianza e a verificare sempre le condizioni della vasca prima di entrare in acqua.