WASHINGTON - La guerra nel Golfo Persico tocca un nuovo e drammatico picco. Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per la sesta notte consecutiva e, in risposta, la Repubblica Islamica ha scatenato una massiccia controffensiva militare colpendo obiettivi in Qatar, Bahrein e Kuwait, accusando contestualmente Washington di aver preso di mira installazioni civili.
Sulla piattaforma social X, le forze armate statunitensi hanno dichiarato che nella notte tra giovedì e venerdì sono stati attaccati “decine di obiettivi militare iraniani, come strutture di sorveglianza costiera e difesa aerea, infrastrutture logistiche militari e impianti marittimi”.
Secondo i media statali di Teheran, il bilancio dei raid statunitensi contro le infrastrutture nel sud e nell’ovest del Paese è di otto morti e venti feriti. L’agenzia ufficiale Irna ha precisato che “infrastrutture sono state colpite da attacchi statunitensi in diverse province”, segnalando in particolare il ferimento di diverse persone all’aeroporto di Iranshahr e il bombardamento di sei ponti nella provincia meridionale di Hormozgan, che si affaccia sul nevralgico Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, l’emittente pubblica Irib ha riferito che l’offensiva statunitense ha colpito anche una stazione ferroviaria a Bandar Abbas e due ponti nella regione di Bandar Khamir, provocando in quest’ultimo sito sette morti e nove feriti.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere, estendendosi rapidamente ai Paesi vicini. Un portavoce militare iraniano, citato dalla televisione di Stato, ha lanciato un duro monito: “Se gli Usa attaccheranno le infrastrutture della Repubblica islamica, allora tutte le infrastrutture della regione diventeranno obiettivi legittimi per l’Iran”.
All’alba di venerdì, le forze armate di Kuwait e Qatar hanno confermato di aver subito attacchi aerei, mentre in Bahrein le sirene d’allarme hanno risuonato a più riprese in tutto il territorio nazionale. La televisione di Stato iraniana ha trasmesso la rivendicazione di un portavoce militare in merito a operazioni condotte con droni esplosivi contro le installazioni statunitensi in Kuwait. Il ministero della Difesa kuwaitiano ha confermato gli attacchi notturni con missili e droni che, secondo i media legati a Teheran, avrebbero distrutto i sistemi radar militari statunitensi dislocati nel Paese.
La tensione è altissima anche in Qatar, dove il ministero della Difesa ha confermato di aver intercettato “diversi attacchi contro lo Stato”. Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane hanno rivendicato le azioni tramite l’agenzia affiliata Tasnim. Fonti iraniane riferiscono di “diverse forti esplosioni” in territorio qatariota, incluso un attacco con missili balistici contro la base di Al-Udeid, il principale hub militare statunitense nella regione. Il governo del Qatar, attraverso vari messaggi su X, ha confermato che le proprie forze armate stanno contrastando i vettori ostili, senza tuttavia fornire dettagli su eventuali danni.
In Bahrein, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha sostenuto che almeno tre missili hanno centrato la base della Quinta Flotta della Marina statunitense nel quartiere di Juffair, fulcro delle operazioni di difesa di Washington nel Golfo. Citando “fonti arabe”, Fars ha inoltre riferito di attacchi diretti tramite droni contro raffinerie di petrolio e basi Usa.
Sempre in Bahrein, l’agenzia ufficiale iraniana Irna ha documentato un raid contro la base di Sakhir (sito in cui erano di stanza elicotteri e aerei da ricognizione statunitensi) effettuato con “droni distruttivi Arash”. Di fronte alla minaccia, il ministero dell’Interno del Bahrein ha attivato i sistemi di allarme e ha esortato i cittadini a “mantenere la calma e recarsi nel luogo sicuro più vicino”, astenendosi per ora dal confermare i dettagli sui danni materiali o sull’entità dell’offensiva.
Il conflitto rischia di paralizzare definitivamente le rotte energetiche globali. Nel bel mezzo dello scontro per il controllo dello Stretto di Hormuz, l’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile al largo delle coste dell’Oman.
“Una petroliera ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato che ha causato lievi danni strutturali al lato di babordo”, ha comunicato l’Ukmto, precisando che l’incidente è avvenuto nel corso della notte e che tutti i membri dell’equipaggio sono fortunatamente al sicuro.