ROMA - Giorgia Meloni interviene sul caso di Mario Roggero e difende la norma inserita nell’ultimo ddl Sicurezza per escludere il risarcimento a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato.
“Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”, ha scritto la premier su X. Secondo Meloni, il governo introduce “una regola di puro buon senso”, affermando che chi viola la legge “non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso”.
Il riferimento è alle polemiche nate dopo la condanna definitiva del gioielliere piemontese a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio, il 28 aprile 2021.
“Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”, ha concluso.
Intanto la Procura di Asti ha emesso l’ordine di carcerazione per Roggero. L’atto, firmato dal procuratore Biagio Mazzeo, arriva dopo la decisione della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi. Il gioielliere è diretto al carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi.
La moglie, Mariangela Sandrone, ha presentato questa mattina la domanda di grazia per il marito. A renderlo noto è Sergio Novani, analista processuale che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini.
Contestualmente, la difesa ha depositato anche un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena, e i legali attendono ora una decisione dell’Ufficio di sorveglianza di Torino e del Tribunale di sorveglianza, con la speranza che possa arrivare prima della carcerazione.
Sul fronte politico, il centrodestra continua a sostenere la richiesta di grazia. Il vicepremier Antonio Tajani ha ricordato che la decisione “dipende dal presidente della Repubblica”, ma ha aggiunto che Roggero, pur avendo sbagliato, avrebbe agito “per difendere la propria famiglia” e, a 72 anni, potrebbe ottenere “il perdono della nostra società”.
Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha annunciato di avere firmato la richiesta di grazia per il gioielliere, mentre la senatrice leghista Simonetta Matone, ex magistrata, ha richiamato lo stato di “costante allerta” vissuto da chi ha subito traumi simili. Pur distinguendo il piano umano da quello giuridico, Matone ha detto che avrebbe auspicato per Roggero “una pena meno pesante”.
Dalle opposizioni, invece, arrivano accuse di strumentalizzazione. L’europarlamentare del Pd Matteo Ricci sostiene che, dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale, il caso Roggero sia diventato per la destra “un modo per parlare d’altro”. Secondo Ricci, trasformare la vicenda in una “bandierina politica” rischia di danneggiare anche l’obiettivo della grazia.
Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, invita a separare il dramma umano dalla lettura politica. La condanna, osserva, non deriva da una legge “buonista”, ma dall’applicazione della disciplina sulla legittima difesa approvata nel 2019. Il parlamentare critica anche l’iniziativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusandolo di avere trasformato il caso in un’iniziativa politica tale da costringere il Quirinale a intervenire.
Per Faraone, il tema dei risarcimenti alle vittime dei reati non si risolve con gli slogan, ma rafforzando il Fondo di rotazione e aumentando gli organici delle forze dell’ordine. “La sicurezza si costruisce con più uomini, più prevenzione e più Stato, non alimentando l’illusione che gli slogan possano sostituire il diritto”, afferma.