ADDIS ABEBA – Il capo delle forze armate etiopi ha accusato Eritrea, Sudan ed Egitto di sostenere i combattenti del Tigray People’s Liberation Front, protagonisti di una nuova offensiva nel nord dell’Etiopia che ha riacceso il timore di un allargamento del conflitto.
Il maresciallo Birhanu Jula, capo di stato maggiore dell’Ethiopian National Defence Force, ha sostenuto che l’Eritrea stia mobilitando risorse finanziarie a favore del TPLF. Ha inoltre affermato che Eritrea e TPLF avrebbero bisogno dell’appoggio di Sudan ed Egitto, senza però fornire ulteriori dettagli.
Le accuse sono state respinte dai Paesi chiamati in causa.
Il TPLF e le forze federali etiopi si erano scontrati in una guerra durata dal novembre 2020 al novembre 2022, conclusa con un accordo di pace firmato nel Sud Africa. Successivamente, a Mekelle, capitale del Tigray, era stata insediata un’amministrazione ad interim considerata vicina al primo ministro Abiy Ahmed.
Le tensioni, tuttavia, non sono mai scomparse e il TPLF ha continuato a cercare di rafforzare il proprio controllo politico nella regione.
Nel fine settimana, i combattenti del TPLF hanno conquistato Erebti, località strategica nella regione settentrionale di Afar. Un esponente della Tigray Peace Force, fazione scissionista ora alleata con le forze federali, ha confermato la perdita della città, pur negando che vi siano stati scontri particolarmente intensi.
Sul piano umanitario, l’organizzazione Medici senza frontiere ha segnalato un forte aumento dei feriti ricoverati negli ospedali del nord. Nei centri di Korem e Alamata il numero dei pazienti è salito da circa 180 a oltre 420 in appena 48 ore, mentre 300 feriti sono arrivati la scorsa settimana al Suhul Hospital, nel nord-est.
Secondo Valerie Browning, cofondatrice della Afar Pastoralist Development Association, circa 150mila persone sarebbero state costrette a lasciare le proprie case.
Le autorità federali etiopi accusano il TPLF di voler costruire un’alleanza con l’Eritrea per destabilizzare il Paese. A complicare ulteriormente i rapporti regionali è la richiesta di Abiy di ottenere un accesso sovrano al porto eritreo di Assab, tema che ha riacceso le tensioni con Asmara.
L’Eritrea ha a sua volta accusato Addis Abeba di scaricare sui vicini la responsabilità del conflitto. Anche il Sudan ha respinto le accuse etiopi, sostenendo invece che Addis Abeba appoggerebbe milizie impegnate contro l’esercito sudanese.
Durante la guerra del Tigray del 2020-2022, le truppe eritree avevano combattuto al fianco delle forze etiopi contro il TPLF. Secondo ricercatori della Ghent University, il conflitto avrebbe causato circa 500mila vittime civili, includendo morti per violenze, fame e collasso dei servizi sanitari.