ROMA - L’inflazione ruggisce, con un balzo del 4,2% a settembre ai massimi dal settembre 2023, in un parallelo fra lo shock energetico ucraino di allora e quello di oggi centrato su Hormuz.
Una grana politica, con l’andamento dei prezzi sui livelli più alti nell’area euro, che arriva mentre il governo lima la manovra di un 2027 ad altissima carica elettorale. E che mette nelle mani delle opposizioni il macigno della crisi del potere d’acquisto, per di più causata dalla guerra lanciata all’Iran da Donald Trump, sinonimo di sovranismo e nazionalismo economico.
Ma Giorgia Meloni non si fa trovare impreparata. Anzi. La premier riapre la partita sulla flessibilità annunciando il prossimo invio di una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere nuovi margini “per sostenere famiglie e imprese”.
L’obiettivo è portare sul tavolo del prossimo Ecofin proprio i dati sull’inflazione di cui bisognerà tenere conto “nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito”. Parallela c’è anche la questione degli Ets che il governo ha posto da tempo ma di cui “in Europa si continua a non percepire l’urgenza”.
Che il problema dei prezzi sia europeo lo dicono effettivamente i numeri anche se il 4,2% dell’Italia è secondo, fra i principali partner europei, solo al 4,9% della Spagna, che però ha la scusante di una crescita più che doppia. Francia e Germania, a settembre, sono salite al 3% e al 3,3% rispettivamente. Gli Usa in controtendenza rallentano invece al 3,4%. L’innesco, in Italia come in Ue, sono i prodotti energetici, che segnano +22,3%.
Con le retribuzioni misurate da Istat ferme a +2,4% a giugno e il clima di fiducia di consumatori e imprese che vira in negativo a settembre, il problema si è già trasformato in un nodo politico. Meloni assicura che la manovra si concentrerà sui salari e sulla difesa del potere di acquisto. Ma la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha gioco facile a dire “l’inflazione si sta letteralmente mangiando gli stipendi degli italiani”. Il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, parla di una “pericolosa accelerazione” dei prezzi e chiede rinnovi contrattuali per adeguare il potere d’acquisto, neutralizzare il fiscal drag, tassare gli “extraprofitti”.
Se Confcom parla di economia “in chiaroscuro” Confesercenti teme una frenata dei consumi invernali. Più nel concreto c’è la manovra, la cui cornice arriverà oggi nel Dpfp. Con l’inflazione e i tassi Bce sale il rendimento dei Btp, con lo spread oggi arrivato a 102. L’aumento di rendimento di 60 punti base visto nell’ultimo mese rischia di costare almeno due miliardi l’anno in più in interessi. Un’inflazione più elevata, per contro, aumenta il Pil nominale, aiutando a contenere il rapporto debito/Pil che nel 2027 è visto ben sopra il 138%.
L’inflazione poi, secondo la Bce, si riavvicinerà al 2% solo a fine 2027. Quella alimentare va verso un’accelerazione autunnale. Un quadro che impone alla maggioranza di correre ai ripari. Proprio in vista del varo oggi del nuovo Documento programmatico di finanza pubblica, i ministri sono attesi, secondo quanto viene riferito, per un vertice a Palazzo Chigi con la premier. Bisognerà tirare le fila dopo i provvedimenti come la sospensione del bollo auto, la moral suasion per il tetto al prezzo dei carburanti e sulle ipotesi per la manovra.
La priorità sembra restare quella di estendere l’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60.000 euro ma c’è anche la flat tax al 5% sugli aumenti retributivi dei giovani: segnali entrambi al mondo dei dipendenti colpito da un crollo del potere d’acquisto. Non è quello che alcuni avrebbero voluto: la Lega fino a pochi giorni fa parlava di estendere ulteriormente la flat tax al 15% per gli autonomi. Ma è una strada obbligata visto che finora sembra andato a vuoto l’invito del ministro Giancarlo Giorgetti alle imprese, ribadito a Cernobbio con Confindustria presente, a vedere i salari come “un investimento”.
La lettera dell’Italia annunciata dalla premier Meloni nella quale il governo chiede maggiore flessibilità a causa della crisi energetica “è stata ricevuta” dalla Commissione, ha detto un portavoce dell’esecutivo europeo spiegando che si tratta di una lettera congiunta di Italia e Repubblica Ceca. Meloni è stata in visita ufficiale a Praga dove ha avuto un bilaterale con Andrej Babis.