SANTA CRUZ DE LA SIERRA - Prima di finire al centro dell’inchiesta per l’agguato contro la sua ex compagna Nadia Beller, Fernando Cerimedo era diventato uno dei consulenti politici argentini più attivi nella costruzione delle reti digitali della destra latinoamericana. 

Specializzato in comunicazione e strategie politiche online, Cerimedo ha lavorato negli anni con diverse figure e campagne del continente.  

Il curriculum professionale di Cerimedo è accompagnata da dichiarazioni poco credibili, con diversi episodi da lui raccontati che non hanno trovato conferma nelle fonti consultate.  

Nel corso degli anni ha sostenuto di aver studiato ad Harvard, di aver lavorato nella campagna di Barack Obama e successivamente alla Casa Bianca, oltre ad aver ricevuto una formazione militare con i Navy SEAL.  

Ricostruzioni giornalistiche indipendenti hanno però messo in dubbio alcuni di questi passaggi, mentre i registri consultati non hanno confermato la sua presenza come studente ad Harvard né il suo presunto ruolo nell’amministrazione Obama.  

La sua carriera documentabile risulta invece iniziare in Argentina. 

Dopo alcune esperienze nel peronismo con il governo del municipio di La Martanza, si è progressivamente avvicinato alla destra, costruendo legami anche in Brasile e diventando una figura di riferimento nell’ecosistema digitale vicino a Jair Bolsonaro e, successivamente, a Javier Milei.  

Fernando Cerimedo

È stato tra gli strateghi della campagna presidenziale che portò Milei alla Casa Rosada nel 2023, occupandosi in particolare dell’organizzazione e della mobilitazione digitale. 

Il suo nome aveva già acquisito notorietà in Brasile durante le elezioni presidenziali del 2022, quando contribuì alla diffusione di accuse di presunti brogli nel sistema di voto elettronico brasiliano, contestate dalle autorità elettorali del Paese.  

La sua attività lo aveva così collocato al centro di una rete politica e comunicativa che collegava esponenti della destra argentina e brasiliana, compresa la famiglia Bolsonaro. 

Cerimedo è inoltre cofondatore del portale La Derecha Diario e, negli ultimi tempi, aveva esteso la propria attività anche in Bolivia, dove aveva svolto attività di consulenza per il presidente Rodrigo Paz (il governo boliviano ha precisato che non ricopriva un incarico ufficiale, ma ha riconosciuto il suo ruolo di consulente esterno). 

Oggi il consulente argentino è stato fermato alle autorità boliviane nell’ambito dell’indagine sull’agguato a colpi di pistola contro la sua ex compagna all’aeroporto di Viru Viru, mentre si trovava in procinto di prendere un volo per Buenos Aires. 

Nadia Beller, avvocata e analista politica boliviana, è sopravvissuta a un agguato armato avvenuto a Santa Cruz de la Sierra. La donna è stata raggiunta da tre colpi di pistola davanti a un hotel, dopo essere stata avvicinata da due uomini travestiti da rider di consegne a domicilio. 

Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno ripreso parte della sequenza: i due aggressori hanno aperto il fuoco e sono poi fuggiti a bordo di una motocicletta. Beller è stata soccorsa e ricoverata in ospedale.  

La Procura boliviana ha avviato un’indagine trattando il caso come un possibile tentato femminicidio. 

Dal letto d’ospedale, Beller ha accusato direttamente Cerimedo di essere coinvolto nell’attentato. 

Secondo quanto ha raccontato, dopo essere stata colpita avrebbe finto di essere morta per evitare che gli aggressori tornassero a spararle.  

La donna ha inoltre denunciato precedenti episodi di violenza da parte dell’ex compagno e ha sostenuto di essere stata presa di mira anche per informazioni di cui sarebbe stata a conoscenza. Le accuse sono ora al centro dell’inchiesta e dovranno essere accertate dalla magistratura. 

Il consulente argentino è stato quindi posto sotto custodia nell’ambito delle indagini.  

Le autorità stanno cercando di stabilire se abbia avuto un ruolo nell’organizzazione dell’attacco e di ricostruire i rapporti tra lui, la vittima e gli autori materiali della sparatoria che, non ancora identificati, sono fuggiti dopo la sparatoria a bordo di una motocicletta.