CHIETI - Nuova assistente sociale per la famiglia del bosco di Palmoli, ma sul ruolo della professionista che ha seguito il caso fin dall’inizio resta aperto il confronto.

Secondo quanto si apprende, Giuseppina Tittaferrante entrerà nell’équipe incaricata di seguire la vicenda e domani incontrerà l’avvocato della famiglia, Simone Pillon. Veruska D’Angelo, tuttavia, non risulta ufficialmente rimossa dal suo incarico.

A chiarirlo è il suo legale, Luca Bauccio, che precisa come D’Angelo “non è stata sostituita e finché qualcuno non la toglierà è ancora assegnata all’incarico”. Secondo l’avvocato, è stato invece “implementato il team” delle figure coinvolte, con l’aggiunta di altri professionisti, tra cui psicologi, all’équipe che segue il caso.

La nuova assistente sociale dovrebbe dunque affiancare il lavoro già avviato, mentre restano da definire le modalità del suo coinvolgimento. Non è chiaro se all’incontro di domani parteciperà anche D’Angelo, che al momento non risulta essere stata formalmente sollevata dall’incarico.

Sulla vicenda è inoltre in corso un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo, per una presunta violazione di alcune norme del codice deontologico.

Bauccio lo definisce “un’occasione preziosa per dimostrare come stanno le cose” e ricorda l’audizione del 18 luglio scorso davanti al Consiglio di disciplina. L’udienza è fissata per il 14 dicembre. “Non temiamo la decisione del Consiglio di disciplina”, afferma il legale, sostenendo che la professionista ha agito correttamente e ha prodotto memorie a propria tutela.

Nel dibattito interviene anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente del legale che assiste i coniugi della famiglia del bosco. Cantelmi ribadisce di non approvare l’avvio di procedimenti disciplinari e di non attribuire malafede a D’Angelo, ma conferma le proprie critiche all’operato dei servizi sociali.

“Non amo il giustizialismo”, dichiara, auspicando che l’assistente sociale possa lavorare serenamente. Secondo lo psichiatra, gli errori sarebbero stati commessi soprattutto nei mesi precedenti al prelievo dei bambini, con modalità che definisce “incredibili”.

Tra le criticità indicate cita la mancanza di una mediazione linguistica, la scarsa conoscenza della storia della coppia, l’assenza di un rapporto cooperativo e la mancata valutazione di alternative al prelievo. Cantelmi contesta inoltre la frequenza degli incontri e il ricorso alle forze dell’ordine, sostenendo che non sarebbe stata valutata adeguatamente la proporzione tra le criticità osservate e la decisione di allontanare i minori.

“Il prelievo ha spazzato via decenni di studi”, afferma, sottolineando che, a suo giudizio, i bambini hanno bisogno innanzitutto dell’amore dei genitori. “In questo caso l’amore dei genitori c’era: nessun abuso, nessun pericolo immediato”, sostiene, ribadendo però che le sue sono critiche all’operato del servizio sociale e non accuse personali alla professionista.

Il nuovo assetto dell’équipe arriva dunque mentre il procedimento disciplinare prosegue e il confronto tra le parti resta aperto. Domani l’incontro con l’avvocato Pillon potrà contribuire a chiarire il ruolo della nuova assistente sociale e le modalità con cui proseguirà il lavoro sul caso.