SYDNEY – La lunga disputa fiscale che coinvolge la famiglia di Eddie Obeid rischia un ulteriore slittamento, proprio alla vigilia dell’udienza destinata a esaminare una vicenda rimasta sospesa per più di un decennio.

Undici membri della famiglia o loro coniugi, tra cui la moglie Judith e il figlio Edward Jr, hanno impugnato una decisione dell’Australian Taxation Office del 2014. Il contenzioso riguarda almeno 30 milioni di dollari ricavati dalla vendita della tenuta familiare a una società interessata a un progetto minerario.

L’agenzia delle tasse sostiene che su quelle somme debbano essere versate imposte sul reddito e relative sanzioni. I ricorrenti affermano invece che i profitti non costituiscano reddito ordinario e non debbano quindi rientrare nell’imponibile del trust familiare.

L’esame dell’appello, rinviato più volte per consentire la conclusione delle indagini e dei procedimenti penali riguardanti alcuni Obeid, dovrebbe iniziare alla fine di agosto.

La famiglia ha però chiesto alla Corte federale di cancellare le date già fissate. Il nuovo legale, Michael Bowe, è entrato nel procedimento soltanto un mese fa e ha ammesso martedì di non possedere una preparazione specifica nelle controversie commerciali.

“Sono intervenuto per colmare un vuoto. In un certo senso sono un avvocato provvisorio - ha dichiarato -. Non vorrei certamente portare avanti personalmente una causa commerciale”.

Bowe ha spiegato che le trattative in corso tra le parti si sono concluse senza accordo e che avrebbe poche possibilità di preparare adeguatamente un nuovo collegio difensivo nei tempi stabiliti.

Il giudice Geoffrey Kennett ha respinto la richiesta immediata perché non accompagnata da una dichiarazione giurata. Ha però fissato per il 13 agosto un’udienza dedicata a un’eventuale nuova domanda di rinvio.

La vicenda fiscale nasce dall’accordo sul carbone che condusse alle condanne di Eddie Obeid e del figlio Moses. Nel 2021 i due furono incarcerati rispettivamente per sette e cinque anni per associazione a delinquere finalizzata alla violazione dei doveri d’ufficio. Entrambi restano estranei all’attuale causa tributaria.

L’Independent Commission Against Corruption (ICAC) aveva accertato nel 2013 che Eddie e Moses Obeid si erano accordati illecitamente con l’allora ministro Laburista delle Miniere Ian Macdonald per istituire una concessione carbonifera sulla proprietà di famiglia.

Secondo l’ICAC, le finanze degli Obeid erano amministrate attraverso una rete di trust che potevano essere descritti come strutture di facciata. Alcuni familiari avrebbero utilizzato i fondi per spese quotidiane, registrando i pagamenti come prestiti anziché come distribuzioni soggette a tassazione.

A Eddie Obeid, 82 anni, è stato ammesso alla libertà vigilata nell’agosto 2025 dopo aver scontato tre anni e dieci mesi. Moses era uscito nel 2024. Macdonald potrà presentare domanda di libertà vigilata a gennaio.