KIEV – L’Ucraina tenta di ricostituire con urgenza le proprie difese contro i missili balistici russi, dopo che Volodymyr Zelensky ha avvertito dell’esaurimento delle munizioni Patriot disponibili nel Paese.
Il presidente ucraino ha discusso con il segretario generale della NATO Mark Rutte la possibilità di ottenere nuovi intercettori dagli Stati che possiedono scorte adeguate e sono in grado di trasferirle rapidamente.
“È essenziale eliminare ogni ostacolo burocratico e assumere le decisioni politiche necessarie”, ha scritto Zelensky sulla piattaforma X.
Rutte ha confermato di essere in contatto con gli alleati per individuare il modo di fornire a Kiev i sistemi antiaerei richiesti con maggiore urgenza.
La richiesta viene estesa dopo una nuova serie di bombardamenti russi. Zelensky ha riferito che sabato soltanto uno dei 27 missili balistici lanciati contro il territorio ucraino è stato abbattuto, poiché le unità di difesa avevano terminato gli intercettori Patriot.
L’arma più ricercata è il PAC-3, la versione più recente del missile impiegato dal sistema americano e uno dei pochi strumenti capaci di distruggere ordigni balistici durante il volo.
Parallelamente, gli Stati Uniti continuano a esaminare la possibilità di autorizzare una partecipazione ucraina alla produzione, nonostante Donald Trump abbia recentemente espresso dubbi sull’ipotesi.
Durante un incontro ad Ankara il mese scorso, il presidente americano aveva detto a Zelensky che Washington avrebbe concesso una licenza per fabbricare i PAC-3. Dopo una riunione più difficile alla Casa Bianca, Trump ha però affermato che nessun accordo era stato concluso e che gli Stati Uniti dovevano agire con grande cautela nel trasferire capacità produttive tanto delicate.
Quattro fonti informate hanno riferito che i colloqui non sono stati interrotti. A guidarli è Matthew Whitaker, rappresentante americano presso la NATO, che ha visitato Kiev per discutere con funzionari ucraini e dirigenti dell’industria bellica.
Tra le soluzioni allo studio figura la costruzione in Ucraina di alcune componenti, da inviare successivamente in Germania per l’assemblaggio finale. Un’altra proposta prevede l’ingresso di Kiev in un programma congiunto americano-europeo già esistente.
Washington valuta anche la possibilità di autorizzare una versione meno costosa del PAC-3, più semplice da produrre in quantità elevate.
Le richieste ucraine erano state finora frenate dai timori di aziende e vertici militari americani sulla protezione delle tecnologie e sulla sicurezza degli impianti durante la guerra.
Un alto funzionario dell’amministrazione ha confermato che sono allo studio diverse forme di cooperazione industriale, precisando che ogni intesa dovrà tutelare i sistemi statunitensi da copie, sottrazioni o trasferimenti non autorizzati.
La Casa Bianca non ha commentato direttamente le trattative. Per Kiev, tuttavia, la questione non riguarda più soltanto l’ampliamento futuro della capacità produttiva: senza nuove consegne immediate, le città ucraine restano esposte a una crescente quantità di missili russi.