PERTH - Si tratta di calcio d’agosto, è vero, eppure Milan-Inter giocata a Perth aveva un sapore speciale. Non tanto quello del derby, quanto quello pesante della prima volta in campo dopo la morte di Franco Baresi, e il fatto che l’avversario fosse proprio l’Inter ha reso il minuto di silenzio prima della gara ancora più significativo. Tutti i giocatori del Milan si sono presentati sul campo con la maglia numero 6 e il nome di Baresi sulla schiena, mentre sui maxischermi c’era l’immagine del Capitano che sollevava la Coppa dei Campioni: “Non mi sarei aspettato uno scenario diverso - ha commentato l’allenatore Amorim - ho visto tutte le immagini. È stato un giocatore speciale e una persona speciale. Ci mancherà molto. Ma l’unica maniera per ricordarlo come merita è fare le cose bene e riportare il nostro club dove merita”. E per farlo servirà pazienza e tanto lavoro, perché il nuovo allenatore è all’opera da poco e per capire i suoi meccanismi servirà tempo. Qualcosa sul campo si è già visto, dall’aggressione immediata per recuperare palla alla ricerca della verticalità, ma anche una condizione non ancora al meglio e qualche sbavatura dietro. L’1-1 finale, però, può essere considerato un buon risultato, almeno per adesso: “È importante non aver perso - ha detto Amorim - ma la cosa più importante è migliorare come squadra. Abbiamo iniziato molto bene, pressando molto bene, ma l’Inter ha tanta esperienza, hanno capito subito cosa stavamo facendo e li abbiamo sofferti a fine primo tempo e a inizio secondo. Poi siamo migliorati: bene gli ultimi 20’ di partita. È stato un buon test, ma abbiamo bisogno di più partite per provare tutti i giocatori. Le cose positive? Penso che si veda come proviamo a muovere velocemente il pallone. Stiamo cercando di condurre molto da dietro, ma senza prendere gli stessi rischi che abbiamo preso contro il Celtic a Glasgow. È stata una buona partita anche dal punto di vista fisico. Possiamo migliorare tanto fisicamente, ma penso che abbiamo giocato bene nel complesso”.
L’ingresso di Luka Modric è stato accolto da un boato, ma c’era grande curiosità anche per l’esordio in maglia rossonera di Gonçalo Ramos e il ritorno di Leao. Il centravanti non si è reso particolarmente pericoloso, Leao ha fatto qualcosa di più, comprese un paio di accelerazioni delle sue sulla sinistra: “Come valuto la sua prova? Penso le stesse cose che ho detto in conferenza: se sei un giocatore del Milan, sei fortunato e devi divertirti - ha detto senza fare troppi sconti Amorim -. Si sta divertendo, ma è un giocatore della squadra. Ha aiutato e questo è importante: il focus è sulla squadra. Ma lo valuto come Nkunku, Camarda e gli altri. Camarda ha corso tantissimo. Sto vedendo giocatori che stanno migliorando”.
Con un aspetto in particolare da sistemare: “Soprattutto quando abbiamo la palla. Se abbiamo più possesso, soffriremo di meno. Ma è un qualcosa per cui ci vuole tempo, su cui dobbiamo lavorare”. È un Milan che prova a essere diverso dalla passata stagione, e che dovrà sfruttare le prossime due settimane per presentarsi pronto in campionato: “L’importante è provare a mettere in campo ciò che ci chiede il mister - ha detto Bartesaghi dopo la partita - abbiamo cambiato qualcosa rispetto all’anno scorso e si vede, ma siamo alle prime armi. Siamo più aggressivi, poi vediamo durante la stagione. Se mi aspettavo di ritrovare Leao? Io a Rafa voglio bene, spero che rimanga qua. Per il suo bene spero che resti al Milan”.