KOROR – Fiji ha reso noti i primi partecipanti confermati alla pre-COP sul clima in programma a ottobre, un appuntamento organizzato insieme a Tuvalu dopo il compromesso negoziato dall’Australia nel fallito tentativo di ospitare COP31.
Il ministro degli Esteri delle Fiji Sakiasi Ditoka ha annunciato l’elenco durante colloqui trilaterali al Pacific Islands Forum (PIF) in corso a Palau.
Alla riunione parteciperanno un numero ancora imprecisato di leader del Pacifico, oltre a rappresentanti di Antigua e Barbuda, Capo Verde, Thailandia, Maldive e Timor-Leste.
Sono attese inoltre delegazioni a livello ministeriale da diversi Paesi, tra cui Germania, che ospita il segretariato della Convenzione sul clima, Messico e Corea del Sud.
Ditoka ha precisato che la lista non è definitiva e che altri governi potrebbero confermare la propria presenza nel corso del prossimo mese.
L’evento di quattro giorni è stato al centro di settimane di interrogativi sulla reale partecipazione internazionale e sui costi a carico del governo australiano, che potrebbero superare i 19,2 milioni di dollari per gestione e servizi di trasmissione.
Il numero delle adesioni resta per ora limitato rispetto ai 198 Paesi potenzialmente coinvolti, ma il primo ministro di Tuvalu Feleti Teo ha espresso soddisfazione per l’opportunità concessa al suo Paese.
“Abbiamo cercato per anni di spiegare quale sia la situazione sul terreno - ha detto -. Questa è l’occasione per i leader di vedere direttamente quanto siamo vulnerabili ai cambiamenti climatici.”
Tuvalu, che conta circa 10mila abitanti ed è formato da isole coralline e atolli a nord delle Fiji, è il Paese con l’altitudine media più bassa al mondo e dispone di appena due alberghi.
Teo ha spiegato che i partecipanti potranno scegliere se pernottare nel Paese oppure effettuare una visita in giornata.
“L’intera nazione è pronta e preparata”, ha assicurato.
Nel 2023 Australia e Tuvalu hanno firmato un accordo climatico senza precedenti che consente ai cittadini tuvaluani di trasferirsi in Australia di fronte alla crescente minaccia esistenziale provocata dall’innalzamento del livello del mare.
Fiji ha già invitato a non giudicare la pre-COP esclusivamente dal numero dei presenti, ma dalla capacità dell’incontro di favorire risultati concreti in vista di COP31, che sarà ospitata dalla Turchia.
L’opposizione australiana ha invece criticato l’iniziativa definendola un costoso “talkfest all’estero”, sostenendo che la spesa complessiva potrebbe raggiungere 150 milioni di dollari.
Il clima è stato uno dei temi dominanti anche al vertice PIF di Palau.
Il primo ministro Anthony Albanese e il presidente di Palau Surangel Whipps hanno presentato un programma di progetti destinati ad accompagnare la regione verso una produzione energetica interamente rinnovabile.
Whipps ha spiegato che il piano individua progetti prioritari e i passaggi necessari per accelerare gli investimenti.
“Il successo finale sarà misurato in dollari, accordi e decarbonizzazione”, ha dichiarato.
L’espansione delle rinnovabili ha acquistato ulteriore urgenza quest’anno dopo il forte aumento dei prezzi dei carburanti provocato dalla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Il vertice è inoltre il primo dalla creazione della Pacific Resilience Facility, il primo organismo regionale dedicato al finanziamento delle misure di adattamento climatico.