MOSCA - Nessuna forma di passività: Mosca non ha intenzione di rimanere in disparte mentre assiste al danneggiamento dei suoi traffici commerciali, specie in un momento così delicato per il Paese. Intervenuto in uniforme militare a Južno-Sachalinsk durante le fasi finali delle esercitazioni della Flotta del Pacifico, il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un duro monito contro i Paesi europei in merito alle recenti decisioni dell’Unione Europea, denunciando i tentativi dell’Occidente di contrastare la cosiddetta “flotta ombra” di Mosca. 

Il leader del Cremlino ha avvertito che la Russia “risponderà per le rime” e “con la stessa moneta a qualsiasi tentativo di sequestrare le sue navi mercantili, e lo farà in qualsiasi mare”, qualora vengano attuati i piani d’intercettazione del naviglio commerciale russo, accusato di aggirare le sanzioni sul petrolio. “Se questi piani di intercettazione e sequestro iniziano a essere messi in pratica, dovremo rispondere in modo analogo”, ha dichiarato Putin secondo la stampa russa, precisando che Mosca agirà “ovunque lo riterremo necessario e ragionevole, compresa l’area di responsabilità della Flotta del Pacifico”. 

Sotto la lente di Putin sono finite le condotte di alcuni Paesi europei che, a suo dire, cercano di limitare la navigazione degli operatori economici pacifici russi in violazione del diritto marittimo internazionale. Il presidente ha inoltre aggiunto che di recente sarebbe emersa persino l’ipotesi di sequestrare i velivoli russi per rivendere la proprietà sottratta, bollando apertamente tali intenzioni: “I tentativi di alcuni Paesi di limitare la navigazione russa sono atti di pirateria e furto”. 

A rincarare la dose con toni ancora più aggressivi è stato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev. Sul proprio canale Telegram, Medvedev ha sostenuto che la Russia ha “il diritto” di attaccare qualsiasi nave mercantile dei Paesi avversari, anche in acque neutrali: “I cani dell’Europa occidentale abbaiano istericamente sulla cosiddetta flotta ombra russa”, ha scritto, evidenziando come “la stragrande maggioranza delle navi dell’Europa occidentale batte bandiera di comodo”. 

Medvedev ha, inoltre, aggiunto che, “seguendo un approccio simmetrico, la Russia ha il diritto di attaccare qualsiasi nave mercantile di Paesi nemici, sia nelle nostre acque che in acque neutrali, se vi è un sufficiente sospetto che trasporti merci per il nemico”, assicurando che le forze armate di Mosca “sono in grado di espandere drasticamente le loro operazioni oltre il bacino del Mar Nero”. 

Nel suo discorso, Putin ha inoltre denunciato l’incremento del “potenziale di conflitto” nella regione del Pacifico e nella contigua zona artica, attribuendolo alla crescente presenza e alle attività militari della Nato nell’area. Ciononostante, il presidente ha ribadito che “la Russia ha sempre sostenuto, e continua a confermare la sua disponibilità a cooperare nell’Artico e l’uso della rotta del Mare del Nord. Naturalmente, nel quadro del diritto marittimo internazionale esistente”. 

Il richiamo al Pacifico si intreccia con il quadro dei complessi rapporti con il Giappone. Nonostante le autorità di Tokyo segnalino da tempo l’intensificazione delle manovre russe attorno al Paese e considerino la cooperazione militare tra Russia e Cina un fattore di rischio crescente, Putin ha tenuto a rassicurare la controparte nipponica: “Non rappresentiamo una minaccia per il Giappone. Non abbiamo assolutamente alcuna rivendicazione contro di loro”.